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Castellammare - Terme di Stabia, prevista per il 10 luglio l'audizione dei lavoratori in Regione con Invitalia e gli assessori di De Luca

Per la prima volta i termali, dopo una lunga serie di proteste e manifestazioni, potranno esporre le proprie ragioni direttamente alle istituzioni preposte alla ricerca di una soluzione condivisa per il rilancio delle Terme e per il reintegro dei lavoratori nel ciclo produttivo.

tempo di lettura: 2 min
28/06/2017 09:13:34
Castellammare - Terme di Stabia, prevista per il 10 luglio l'audizione dei lavoratori in Regione con Invitalia e gli assessori di De Luca

Termali in Regione, c'è la data. I lavoratori licenziati in seguito al fallimento della società Terme di Stabia spa prenderanno parte ad un tavolo di confronto a Napoli con i rappresentanti del Comune di Castellammare di Stabia e delle organizzazioni sindacali, l'assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri, i consiglieri regionali della Commissione Attività Produttive e i rappresentanti di Invitalia per impostare un ragionamento ad ampio raggio per il rilancio del termalismo nella Città delle Acque.

Il dialogo intrapreso con il governatore Vincenzo De Luca in occasione dell'inaugurazione del depuratore di Foce Sarno sembra aver finalmente dato i suoi frutti e, dopo alcune audizioni senza la partecipazione dei componenti della maggioranza e della giunta regionale, per la prima volta i termali potranno esporre le proprie ragioni direttamente agli assessori nominati dal presidente della Regione Campania e alle istituzioni preposte alla ricerca di una soluzione condivisa per la rinascita delle Terme e per il reintegro dei lavoratori nel ciclo produttivo.

«Se non ci fossimo attivati con le nostre proteste e manifestazioni - fanno sapere i termali - non saremmo riusciti ad ottenere questa apertura e a portare la nostra vicenda all'attenzione generale». Un messaggio che include una velata accusa nei confronti dell'amministrazione comunale che, a loro dire, avrebbe trascurato i problemi dei lavoratori ex Terme, portando avanti iniziative rivelatesi per ora improduttive.

L'unica chance a breve termine per i termali, ormai prossimi a perdere anche i sussidi correlati agli ammortizzatori sociali, consiste in una politica assistenzialista che preveda un'estensione della Naspi prima del reintegro previsto nell'ambito di un piano industriale che attualmente latita ancora per il complesso del Solaro.

Il fallimento della procedura pubblica per la ricerca di un promotore di project financing per la valorizzazione delle Antiche Terme, intanto, ha bloccato anche il percorso di rinascita dello stabilimento di Piazzale Amendola, per il quale è probabile l'affidamento provvisorio per l'estate alla Fondazione Campania dei Festival con un calendario di eventi culturali sulla scia dei Cantieri Viviani. Una soluzione valida ma estranea al progetto di rilancio del termalismo, che ad un anno di distanza dall'insediamento dell'amministrazione comunale è ancora fermo al palo.

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