Potrebbe arrivare la svolta o la definitiva bocciatura per la ricerca dell'advisor che dovrebbe collaborare con Sint e Comune per la stesura del piano industriale finalizzato al rilancio delle Terme di Stabia. L'avviso pubblico ha prodotto tre offerte che saranno vagliate nei prossimi giorni da una Commissione che giudicherà la validità della stessa e deciderà se affidare l'incarico alla società che ha partecipato al bando. Il flop della prima procedura pubblica, in seguito al giudizio negativo della Commissione sulla precedente offerta, ha imposto a Sint di presentare alcuni correttivi al bando, in primis l'introduzione di un compenso da 40mila euro indipendente dall'esito del piano industriale e della ricerca di soggetti privati che vogliano investire nella rinascita del complesso del Solaro. «Per la prima fase di advisoring - si legge nel bando - il criterio sulla base del quale il concorrente dovrà presentare la propria offerta economica deve essere determinato in una misura percentuale a ribasso rispetto all’importo posto a base della gara di euro 40.000 oltre iva e comprensivo di oneri accessori e spese. Tale importo verrà corrisposto solo ad approvazione del Piano industriale presentato. Nel caso in cui tale Piano non venga approvato non verrà riconosciuto alcun compenso e non si procederà con la seconda fase. Per la seconda fase dovrà presentare un’offerta pari alla percentuale sull’importo dell’intero ammontare della procedura di ricerca dei gestori esterni per l’utilizzo dei beni strategici. Il compenso per la seconda fase sarà inserito nel bando per la ricerca di gestori esterni per l’utilizzo dei beni strategici che si accollerà l’eventuale gestore e/o gestori esterni, ovvero tale compenso sarà legato alla successiva fase della procedura di ricerca di gestori esterni». Le società candidate per svolgere il ruolo di partner di Sint sono la Riformed e la Ipsea srl, entrambe con sede a Napoli, e la L&T Advisors srl di Casoria. Non è escluso, tuttavia, che la Commissione possa bocciare anche queste altre offerte, ponendo in tal modo la pietra tombale sulla ricerca dell'advisor e sbarrando nuovamente la strada all'ennesimo tentativo di far rinascere le Terme. «Non sono solito lasciarmi andare a facili entusiasmi - spiega Biagio Vanacore, amministratore unico di Sint -, ma apprendere che ci sono tre offerte per per redigere il piano industriale di Sint mi porta a pensare che siamo finalmente sulla strada giusta. Spero che la determinazione avuta nei momenti difficili e la credibilità verso l'esterno delle azioni messe in atto in questo periodo trovino a breve riscontro, al di là di qualsiasi posizione e al di sopra di qualsiasi pettegolezzo».
«Ora bisognerà attendere il responso della Commissione giudicatrice chiamata a vagliare la documentazione, l’offerta tecnica e quella economica - spiega il sindaco Antonio Pannullo -. Il numero delle proposte giunte, oltre che garantirne la trasparenza, rappresenta senza dubbio il segnale che sul patrimonio di Sint esiste un discreto interesse. Certo, la strada che ci aspetta è ancora lunga, ma stiamo facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità per arrivare in tempi ragionevoli al rilancio dell’area delle Terme».
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