Il problema non è da poco in quanto, come già annunciato nei mesi scorsi, a tornare al lavoro una volta finiti i lavori di messa in sicurezza dello stabilimento delle Nuove Terme dovrebbero essere tra le quaranta e le cinquanta persone al massimo.
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I termali in protesta al Comune nei mesi scorsi
Almeno cinquanta ex lavoratori della partecipata in liquidazione Terme di Stabia ora in forze alla Centro Laser srl (che si è aggiudicata il bando per la gestione temporanea del complesso del Solaro) sarebbero a rischio licenziamento. Il problema non è da poco in quanto, come già annunciato nei mesi scorsi, a tornare al lavoro una volta finiti i lavori di messa in sicurezza dello stabilimento delle Nuove Terme dovrebbero essere tra le quaranta e le cinquanta persone al massimo. Si rischierebbe il licenziamento, perciò, dal 1 maggio prossimo a causa della vecchia Aspi (la prestazione economica per coloro che hanno perduto involontariamente l'occupazione ovvero licenziamento per giusta causa) che sarà sostituita dalla nuova Naspi. A differenza della precedente Aspi ( che prevedeva 52 settimane nel bienno lavorativo) la Naspi prevede non meno di tre mesi lavorativi prima della sospensione di lavoro, con durata pari alla metà del periodo lavorativo degli ultimi quattro anni. Per accedere al fondo, perciò, la condizione è l'effettivo licenziamento. "Appena qualche mese fa - ha commentato Salvatore Suarato della Fisascat-Cisl - abbiamo evidenziato il fatto che le ore di lavoro offerte dall'aggiudicatario del fitto del ramo d'azienda non fossero soddisfacenti per i cento lavoratori a tempo indeterminato e che nella migliore delle ipotesi si sarebbero aggiunte ulteriori cinquanta unità provenienti dai lavoratori stagionali già espulsi dal ciclo produttivo. Abbiamo sempre sostenuto l'inadeguatezza dell'attuale amministrazione comunale nel gestire le problematiche sociali e lavorative ed attualmente tutto questo si sta consumando con la desertificazione produttiva ed occupazionale dell'intero territorio di Castellammare".