Incontro presso Uninpresa. La UIL abbandona il tavolo: "non ci sono le condizioni per andare avanti".
tempo di lettura: 2 min
Terme di Stabia, Centro Laser e lavoratori: un vero e proprio grande pasticcio. In questo modo in molti oggi, al termine della riunione a Napoli presso Unimpresa, hanno definito la situazione che si è creata intorno alla partecipata comunale fallita. Un incontro che era stato definito "chiarificatore" su quella che è stata la procedura adottata dalla ditta aggiudicataria del bando di fitto temporaneo dello stabilimento termale stabiese nel percorso che dovrebbe portare alla riapertura delle Terme. Ebbene, la situazione è apparsa tanto ingarbugliata che nessuno dei partecipanti al tavolo ha saputo dire come andrà a finire.
A complicare il tutto, la lettera ricevuta dagli ormai ex dipendenti fissi delle Terme i quali hanno saputo di essere stati "assunti" dal Centro Laser dallo scorso 16 dicembre e che dal 1 gennaio al 31 maggio sarebbero in cassa integrazione. Un passaggio di cantiere non ratificato dai sindacati che si materializza da una raccomandata.
La UIL, appreso l'iter che si sta seguendo, ha subito abbandonato il tavolo perché "non ci sono le condizioni per andare avanti". Per i rappresentati sindacali confederati si tratta di una "procedura portata avanti in modo errato" ed alla quale, giunti a questo punto "è difficile rimediare".
Una situazione complicata anche per la stessa Centro Laser. In pratica, si ritrova oggi ad avere in carico i circa 100 lavoratori delle terme che, lo ricordiamo, fino al 31 dicembre erano in cassa integrazione con Terme di Stabia. Dal 1 gennaio, quindi, se li ritrova nel libro paga: dovrebbe quindi garantirgli almeno i contributi. In attesa, e nella speranza, che passi la cassa integrazione fino al 31 maggio 2015. Diversamente saranno dolori anche per gli stessi dipendenti. Ed allora non resta che ritornare in Regione, al tavolo della cabina di regia per l'emergenza lavoro campana e sperare di tirare il ragno dal buco.