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Castellammare - Terme, appello al commissario: «riattivare la cabina di regia in Regione»

Gruppo di ex lavorati di Terme di Stabia ripercorrono le tappe del fallimento del complesso termale.

tempo di lettura: 4 min
12/02/2016 23:01:41
Castellammare - Terme, appello al commissario: «riattivare la cabina di regia in Regione»

"Il dramma delle terme inizia con il fallimento arrivato con la sentenza del tribunale di Torre Annunziata che ha ritenuto inammissibile il concordato. Poi ci sono responsabilità dell'ente che non ha espresso il suo voto entro il termine concesso dalla legge". Parte così l'atto di denuncia degli ex lavoratori delle Terme di Stabia che, ieri mattina al Cral della Maricorderia di via Bonito hanno tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale hanno voluto spiegare le motivazioni che li hanno portati ad impugnare il licenziamento. Sono ben 64 gli ex termali che hanno intrapreso questa battaglia legale, di cui 42 in un unico gruppo.

Gli ex termali hanno ripercorso tutta la vicenda dalla bocciatura del concordato preventivo presentato al tribunale di Torre Annunziata fino ad arrivare al licenziamento collettivo. "Il tribunale - hanno ricordato - ha nominato Massimo Sequino come curatore fallimentare il quale ha cercato di raggiungere da subito un accordo con Sint e Comune per tutelare i livelli occupazionali. Trattativa andata avanti per due mesi fino a quando la Sint ha presentato la restituzione del compendio immobiliare e a questo punto il curatore ha dovuto avviare il licenziamento dei lavoratori. A luglio del 2015 i lavoratori hanno messo in mora la Sint chiedendo una forma di tutela come il trasferimento d'azienda, perchè la convenzione del 1972 tra Sint, Comune e Terme prevedeva l'affittanza dei compendi termali ovvero le Nuove e le Antiche terme. Invece la Sint ha chiesto solo il compendio immobiliare senza considerare l'azienda e la sua forza lavoro. I lavoratori a questo punto hanno impugnato il licenziamento tramite lo studio del professore Angelo Abbigente di Napoli. Il 22 luglio del 2015 il giudice Del Sorbo, a seguito degli atti vandalici, ha deciso di restituire anticipatamente il compendio delle Nuove terme, provvedimento confermato dalla giudice Vitulano che lo ha sostituito e ha ordinato al curatore di accettare la restituzione. Restituzione che alla fine non si è concretizzata».

Ma non è tutto. Secondo i termali presenti ieri mattina alla conferenza stampa «per la Sint è stato trovato un escamotage per evitare il fallimento, lo stesso non è stato fatto per Terme, bastavano 20mila euro. In tutto questo l'amministratore Sint e Cuomo si sono recati da un legale a Roma per andare contro i lavoratori che hanno impugnato il licenziamento. Le parole della gestione commissariale non fanno altro che dare atto di quello che diciamo da tempo: il termalismo in città deve presto essere riattivato e per farlo basta un minimo investimento sulla struttura delle Antiche Terme di Stabia, che noi lavoratori abbiamo difeso dai raid vandalici occupandola per diverse settimane».

L'obiettivo, per loro, è quindi quello di «riaprire le Terme entro marzo del 2017» altrimenti «il termalismo muore. Si rischia che la città di Castellammare perda le concessioni del patrimonio sorgentizio perchè la Regione il prossimo anno le metterà in un bando di gara: significa che ci sarà un qualcuno che otterrà lo sfruttamento delle sorgenti che sono in una proprietà privata che, è bene ricordarlo, è del Comune di Castellammare. Infatti l'allora presidente delle Terme ha consegnato al Comune le Antiche Terme distraendole dalla procedura concordataria, fatto che è stato denunciato alla magistratura. Poi ci sono addirittura i consulenti nominati dall'ex amministrazione del sindaco Nicola Cuomo per redigere il concordato preventivo che hanno fatto richiesta di accesso alla massa passiva di Terme di Stabia chiedendo la somma di circa 200mila euro per un concordato che è stato poi bocciato e ritenuto inammissibile dal tribunale di Torre Annunziata. Le terme del Solaro, invece, non sono immediatamente riattivabili per una responsabilità oggettiva, ovvero l'incapacità della passata amministrazione di tutelare il bene immobiliare. Cosa che noi abbiamo denunciato agli organi di polizia e tutte queste cose che abbiamo detto sono all'attenzione della Procura. Ora bisognerà verificare se questi fatti costituiscono o meno un reato».

Quindi, l'appello al commissario prefettizio «di attivarsi per la riapertura. visto che gli strumenti ci sono, come le proposte di Invitalia a cui la passata amministrazione non ha mai risposto, così come deve essere di nuovo attivata la cabina di regia in Regione».

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