«Il tempo è scaduto, fermatevi!» Il grido d'allarme reca la firma delle opposizioni, che lunedì scorso hanno effettuato un tour all'interno del complesso delle Nuove Terme per documentare lo stato di abbandono e lo sfascio che imperversano nella struttura del Solaro. Muri sventrati, intere sale a soqquadro, vetri smontati e pronti per essere trafugati, persino estranei intenti a completare l'opera di saccheggio, salvo scappare dinanzi alla minaccia di un intervento dei carabinieri.
«Lo stabilimento è devastato - ha esordito Salvatore Vozza, consigliere comunale del gruppo Per Castellammare -. Appare evidente che non ci sia stato interesse nel tutelare un bene che rappresenta un patrimonio enorme per la città. La Sint ha chiesto all'Ente comunale di fornire risorse per la messa in sicurezza degli impianti, ma il Comune dov'è stato finora? Mi riferisco alle amministrazioni comunali che si sono succedute ma anche ai commissari. Abbiamo documentato lo scempio in un video che invieremo alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
È inquietante l'assenza di qualsiasi ragionamento sul termalismo da parte dell'amministrazione comunale. La confusione e l'approssimazione regnano sovrane e non c'è chiarezza su cosa si intenda fare per rilanciare le Terme, come emerge anche dal tavolo regionale e dalle dichiarazioni di Jannotti Pecci in presenza del sindaco. Non possiamo più accettare di sentirci ripetere che l'amministrazione è moderatamente soddisfatta per il riscontro di una manifestazione di interesse che si è rivelata un fallimento.
La Regione ci restituisce finalmente l'opportunità di discutere con cognizione di causa sulla materia e adesso occorrono proposte, perché il fallimento delle Terme non è un problema della maggioranza ma della città intera. Il termalismo è sempre stato una colonna portante dello sviluppo turistico della città, ma l'amministrazione comunale continua a scappare e a non proporre alcun tipo di confronto sul tema. La maggioranza è scappata anche quando abbiamo proposto la convocazione di alcuni consigli comunali tematici e intanto l'euforia per la riapertura del Parco idropinico un anno fa è svanita nel nulla.
Sono stato felice dello svolgimento dei Cantieri Viviani nelle Antiche Terme e avrei accolto con favore anche un affidamento provvisorio a Scabec o a Fondazione Campania dei Festival, ma ad oggi è tutto fermo. Per le Nuove Terme è in corso un bando per la ricerca di un advisor deciso ad agosto 2016 e partito a giugno 2017, quasi un anno dopo, mentre tra l'altro Sint sembra sul punto di essere messa in liquidazione.
La Riforma Madia prevede che entro fine luglio debba essere adeguato lo statuto, ma non c'è l'esigenza di diffondere notizie all'opposizione e ai cittadini circa le intenzioni su questo fronte. Saremmo ben lieti che la maggioranza discuta finalmente in merito a queste tematiche, ma la chiave del disappunto consiste proprio in questo aspetto: finché ti scontri con una strategia ben definita, puoi tranquillamente condividerla o meno, ma qui regna l'improvvisazione su un perno importante per la città.
Due bandi per la vendita di due cespiti del complesso del Solaro sono stati pubblicati e revocati nel giro di pochi giorni. Possibile che non fosse chiaro che sull'area sportiva insiste una struttura finanziata con un mutuo del Comune? La maggioranza continua a litigare esclusivamente sui personalismi e non sulla volontà di attuare un progetto per le Terme e per le altre componenti fondamentali per la città».
«La maggioranza non sta dando seguito agli indirizzi politici espressi in campagna elettorale - ha spiegato Gaetano Cimmino, consigliere comunale del gruppo Prima Stabia -. Ognuno pensa al proprio orticello e non c'è volontà di costruire qualcosa di utile per gli stabiesi. Gli assessori non hanno prodotto neppure una delibera in un anno. Si parla tanto di un possibile rimpasto di giunta, ma la squadra di governo andrebbe cambiata per intero.
Questa maggioranza è arrogante, sorda e poco propensa al confronto. Avevamo chiesto al sindaco l'opportunità di incontrarci prima del tavolo regionale per definire una proposta da portare al cospetto della giunta De Luca, ma il primo cittadino stabiese non dispone dello spessore politico necessario per invogliare la Regione ad intervenire con decisione sulla questione Terme.
Jannotti Pecci ha spiegato a chiare lettere che il termalismo deve ripartire, mentre il sindaco è apparso impaurito, forse perché non si era prima confrontato con i suoi riferimenti di Boscoreale. Le amministrazioni precedenti non ci hanno mai privato del confronto, presentandosi a tutte le conferenze dei capigruppo e informandoci in merito ad ogni iniziativa con le cosiddette “comunicazioni del sindaco”: ora invece abbiamo l'impressione che questa amministrazione proceda senza una bussola e senza idee e non abbia alcuna intenzione di agire democraticamente. Noi abbiamo prodotto una proposta, siamo convinti delle nostre idee ma non ne siamo innamorati. Fateci capire, però, perché la nostra proposta non merita di essere vagliata e soprattutto cosa avete intenzione di fare per le Terme».
«La visita effettuata nelle Terme lunedì mattina ci ha davvero allertati - ha sottolineato Vincenzo Amato, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle -. Alcune persone gravitano lì in pianta stabile per smontare sistematicamente quel che resta della struttura e portare via oggetti di valore. Abbiamo rinvenuto persino una busta della spesa, segnale evidente che alcuni restano nello stabilimento anche per fare merenda tra un vandalismo e l'altro.
Questo bene pubblico è stato trattato in maniera ignobile dalle recenti amministrazioni comunali e non comprendiamo perché non sia stato effettuato alcun intervento di messa in sicurezza della struttura. Siamo lieti che la Regione si stia finalmente prendendo carico del problema e il grido d'allrme di Jannotti Pecci va a suffragare il nostro disappunto. Questo stabilimento ha un valore enorme ed è stato vilipeso senza un minimo di controllo e di rispetto».
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