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Castellammare - Termalismo, le proposte e le iniziative di LeU per uscire da uno stallo pericoloso

Terme di Stabia fallite e devastate, Sint in liquidazione, Antiche Terme ristrutturate ma chiuse e già vandalizzate: «È tempo di mettere in campo un serio progetto di rilancio»

tempo di lettura: 3 min
18/10/2018 19:57:28
Castellammare - Termalismo, le proposte e le iniziative di LeU per uscire da uno stallo pericoloso

«È troppo tempo che assistiamo inermi al fatto che le attività termali siano scomparse dalla vita della città senza che nessuno di noi chieda con la necessaria insistenza spiegazioni. Da tanto facciamo finta di non sapere che le strutture termali del Solaro sono state deturpate, vandalizzate con sistematica e costante violenza, senza che nessuno di coloro a cui competeva tutelare questo patrimonio facesse quanto in suo dovere per impedirlo. Non ci accorgiamo, inoltre, che le Antiche Terme, la cui ristrutturazione è terminata nel 2010  - e che hanno anch’esse già subito danni per effetto di furti e vandalizzazioni - sebbene non siano mai state riaperte per far rivivere le attività termali nel centro antico, sono, invece, utilizzate in modo saltuario e solo per spettacoli e attività varie». Parte così il lungo comunicato di Tonino Scala e Laura della Monica in merito al termalismo di Castellammare di Stabia.

«Senza un progetto valido si continuerà a procedere alla cieca, si continueranno  a vendere pezzi di proprietà, a spendere risorse per consulenti a spese della città e dei lavoratori termali. Per queste ragioni serve una svolta, e serve che si definisca un chiaro progetto; serve che la città si riappropri di questo tema, che eserciti un controllo e una vigilanza sulle azioni che auspichiamo si riescano a mettere in campo». 

Le proposte di LeU. «Noi - spiegano Scala e della Monica - siamo pronti a fare la nostra parte, proponiamo che in tempi rapidi il Consiglio Comunale approvi un atto d’indirizzo che abbia al centro un percorso chiaro da seguire e che punti a sbloccare la situazione: sottoporre un quesito alla Corte dei Conti circa la possibilità di poter trasferire in tempi rapidissimi al Comune il patrimonio della Sint insieme ai debiti. Questa strada, considerato che, eliminando il debito con la banca per il mutuo, il maggiore creditore rimarrebbe il Comune stesso per tributi non versati da Sint, consentirebbe di chiudere la liquidazione, di evitare la svendita del patrimonio e di avviare subito il progetto di rilancio. (Situazione SINT ,come da verbale assemblea soci  del 27/4/2018 ,con relativo bilancio 2017 approvato: debito verso la banca MPS per mutuo ipotecario  per 1,465.00; debito verso banche per 260,375  relativo principalmente al finanziamento  BNL debito verso fornitori per 286.325; debiti verso  imprese controllanti (Comune) per 359.800; debiti per indennità di fine locazione 63.340; debito per IMU e TASI  1.270.902; debiti tributari, INPS e altro 155.619. Totale debiti 3.975.294 .Se si tira fuori il debito verso MPS  1.465.000  e quelli verso il Comune circa 1.630.702, l’esposizione verso privati e altri è di 879492). Siamo consapevoli che la strada non sia semplice, ci sono problemi seri da risolvere e responsabilità da assumersi, anche la nostra proposta, - ne siamo consapevoli, richiede  una valutazione attenta  degli oneri  che ricadrebbero sul bilancio dell’Ente - compresi quelli derivanti dal trasferimento dei beni - ; ed è per queste ragioni che pensiamo che la via  del rapporto di collaborazione con la Corte dei Conti possa  aiutare a compiere le scelte giuste e ad evitare strade pericolose e insensate».

Allo stesso tempo, «Richiedere contemporaneamente un tavolo con la Regione per definire d’intesa, anche con l’ASL,  un percorso di collaborazione che non escluda l’intervento anche dei privati per il rilancio delle attività termali e per realizzare una forte, nuova e specializzata presenza nel campo della riabilitazione. Oggi le Terme hanno bisogno di questo sostegno  e anche della possibilità di poter utilizzare risorse pubbliche e private per uscire dal baratro in cui sono precipitate. Proporre inoltre che nell’immediato la collaborazione cominci a realizzare le condizioni per riaprire  le Antiche Terme nel 2019. Far ripartire, anche se in modo graduale, le attività termali sarebbe un segnale forte non solo per i lavoratori ma per l’intera città e per il ruolo che da sempre Castellammare ha avuto nel settore del termalismo italiano» concludono i due referenti di LeU.

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