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Castellammare - Tensione al Pronto Soccorso, infermiere trasferito dopo lite col responsabile del reparto

Ed il nuovo direttore del San Leonardo presenta un piano di riorganizzazione dell'ospedale.

tempo di lettura: 2 min
di sr
16/04/2020 15:28:19
Castellammare - Tensione al Pronto Soccorso, infermiere trasferito dopo lite col responsabile del reparto

Prime misure all’ospedale San Leonardo adottate dal nuovo direttore sanitario Rosa Santarpia. La dottoressa, che è subentrata al dott. Mauro Muto, ha già presentato alla direzione dell’ASL Napoli 3 Sud un piano per riorganizzare i reparti del nosocomio stabiese per affrontare al meglio l’emergenza Covid-19.

Un piano descritto in modo dettagliato in una relazione inviata nei giorni scorsi e che prevede, per ciascun reparto, una stanza dedicata agli ammalti Covid. In pratica, anzicchè confinare tutti i contagiati in un’unica zona, verrebbero suddivisi per patologia riscontrata; e se affetto dal virus isolati in una stanza apposita. Previste anche stanze dedicate da utilizzarsi come spogliatoi per gli operatori sanitari. Un ascensore, infine, verrebbe dedicato all’esclusivo utilizzo da parte dei pazienti Covid.

Una soluzione che non è piaciuta ai sindacati che hanno già sollevato le loro perplessità. In un ospedale già flagellato dai contagi tra il personale, dove si contano 16 operatori che hanno contratto il virus tra le corsie, il clima appare ancora teso nonostante il cambio di direzione.

Da registrare, proprio in questo clima di stress e tensione, anche un acceso diverbio tra un infermiere del pronto soccorso ed il responsabile dello stesso reparto. Secondo quanto appreso, sembra che l'infermiere - ricoprente anche la funzione di responsabile della sicurezza dei lavoratori al San Leonardo - stava prodigandosi in difesa dei colleghi perchè non muniti dei necessari dispositivi di sicurezza. Uno scontro che ha quindi visto l’intervento della stessa Santarpia che ha trasferito l’infermiere al reparto radiologia anche per “incompatibilità con altri lavoratori del reparto stesso” riservandosi di valutare “se sussistono gli estremi per l’attivazione di provvedimento disciplinare”.

Sulla vicenda sono quindi intervenuti i sindacati di categoria, che pur stigmatizzando l’accaduto, hanno chiesto ai vertici aziendali di inquadralo nella situazione di stress e tensione in cui tutti gli operatori sanitari stanno lavorando in questo periodo.

Insomma, al nosocomio stabiese l’aria è ancora pesante. Ma si è anche consapevoli che vi lavorano medici ed infermieri di alto profilo che sapranno certamente trovare le soluzioni giuste per superare tutti insieme questo difficile momento.

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