L'aumento spropositato della Tari, tassa sui rifiuti che ha rimpiazzato di recente la Tarsu, ha fatto imbestialire gli stabiesi, costretti a pagare cifre elevatissime a fronte di un servizio a tratti piuttosto scadente. Il 31 luglio scade il termine per il pagamento dell'imposta, che può avvenire in unica soluzione o in quattro comode rate con scadenza rispettivamente fissata al 31 luglio, 30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre. Per dare un'idea dell'assurda impennata della tassa sui rifiuti, basti pensare che rispetto a 5 anni fa per un appartamento di 100 mq abitato da una famiglia composta da 4 unità l'aumento sfiora il 100%. «Paghiamo una tassa tra le più alte in Italia e viviamo in una città sporca» Così ha sentenziato uno sconsolato Andrea Di Martino, vicesindaco e assessore al Bilancio, che ha poi illustrato le ragioni alla base dell'aumento, preannunciando uno scenario che a medio termine non fa presagire nulla di buono per gli stabiesi. «Per i prossimi cinque anni - ha spiegato Di Martino - avremo ancora tariffe molto care. Chiediamo scusa ai cittadini per queste tasse così esose, ma ci tengo a precisare che la colpa è della politica adottata dai nostri predecessori. Il passaggio di cantiere dalla Multiservizi, partecipata del Comune, alla Buttol srl, azienda privata, ha influito negativamente su questa vicenda. Allo stato attuale, le condizioni contrattuali del rapporto non possono più essere modificate e siamo costretti ad indossare questo vestito di legno all'interno del quale abbiamo difficoltà a muoverci. Non mi va di fare polemiche né di puntare il dito contro le passate amministrazioni, ma è inevitabile affermare che siano state compiute scelte totalmente sbagliate». Rispetto al 2015 il totale da coprire con tariffe è aumentato di circa il 3% e l'incremento sulla cifra complessiva è pari a 439.117,28 euro. Se nel 2015, infatti, la differenza tra le spese e le entrate si attestava a poco meno di 14 milioni e 100mila euro, adesso la stessa si aggira intorno ai 14 milioni e 500 mila euro, un aumento derivante soprattutto dalla crescita di 500mila euro nel contratto di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L'obiettivo della nuova amministrazione consisterà dunque nel garantire almeno un adeguato servizio di igiene urbana per accrescere la vivibilità in una città in cui pullulano nei quartieri periferici le discariche a cielo aperto. «Adotteremo le telecamere per punire i trasgressori - ha proseguito il vicesindaco - e sfrutteremo gli agenti in borghese per sanzionare chi non rispetta il decoro della città. Abbiamo intenzione di trasformare la tassa in una tariffa, creando un sistema di premialità che garantisca un risparmio per chi produce meno rifiuti ed effettua correttamente la differenziata. Anche il meccanismo attuale del porta a porta non ci agevola. I sacchetti lasciati in prossimità delle abitazioni non rappresentano a mio avviso il sistema migliore per la raccolta. Se avessimo avuto ancora la Multiservizi, sarebbe stato tutto molto diverso». Di Martino, infine, ha analizzato anche un altro dato allarmante. «Il numero di utenti in città si è ridotto in un solo anno di circa il 30% - ha concluso il vicesindaco -. Negozi chiusi e famiglie emigrate altrove hanno contribuito ad aggravare il danno per i cittadini, ma non biasimo chi ha scelto di andarsene. Spetta il noi il compito di restituire agli stabiesi la loro identità e l'orgoglio di appartenere a questa splendida terra».