I consiglieri comunali di opposizione hanno presentato una mozione di sfiducia. 30 giorni di tempo per trovare il 13esimo.
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E’ stata protocollata questa mattina presso il Comune di Castellammare di Stabia, siglata dai 12 consiglieri comunali di opposizione, una mozione di sfiducia contro il sindaco Nicola Cuomo.
La richiesta è stata indirizzata al presidente del consiglio Carmine Raimo, allo stesso sindaco Cuomo, al Segretario Comunale Mailyn Flores ed al Prefetto della Provincia di Napoli Dott.ssa Gerarda Pantalone.
Stando agli art. 52 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 47 dello Statuto del Comune, tale richiesta dovrà essere messa in discussione – in un apposito consiglio comunale - non prima di dieci giorni e non oltre il termine di trenta giorni dalla presentazione, quindi al massimo entro il prossimo 10 ottobre. Fino a quella data, la speranza dei 12 consiglieri di opposizione è quella di trovare almeno un altro consigliere “per porre termine a questo scempio amministrativo”.
Di seguito i motivi elencati nella richiesta:
L’operato del Sindaco – in questi anni di consiliatura – è stato contrassegnato da una gestione eccessivamente personalistica della cosa pubblica, tale da generare un vera e propria paralisi dell’azione amministrativa, con gravissime ripercussioni sugli interessi della comunità e dei cittadini in genere.
Tale condotta, oggi, appare ancor più scellerata alla luce dei reiterati e continui patti di scambio del voto consiliare che hanno determinato volta per volta maggioranze variabili, insostenibili sul terreno del l'etica politica. Immediata conseguenza è stata la fuoriuscita dalla maggioranza di diversi consiglieri comunali, riducendo la maggioranza stessa all'esile e risicato numero di 12 consiglieri comunali più il sindaco.
Nello specifico il Primo Cittadino:
1. non è stato in grado di far funzionare gli uffici comunali in maniera ottimale, come testimoniano le vicende collegate alla gestione fallimentare della crisi di S.p.A. “Terme di Stabia”, alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani (senza, peraltro, dimenticare lo stato di endemica “ impotenza funzionale ” in cui versa il Corpo di Polizia Municipale );
2. ha sistematicamente limitato i diritti e l'esercizio della funzione di controllo della minoranza consiliare e dei singoli Consiglieri Comunali: in particolare, ha precluso a questi ultimi il pieno esercizio del diritto all’informazione ed accesso agli atti rifiutandosi ( attraverso un'interpretazione inaccettabilmente restrittiva del dettato normativo ) di fornire dati e notizie afferenti l'attività amministrativa assentandosi pretestuosamente ai consigli comunali legittimamente richiesti dalla minoranza;
3. Si è sempre sottratto al confronto con le proposte provenienti dalla minoranza consiliare e dai singoli Consiglieri Comunali, imponendo all’assemblea civica di respingerle attraverso un uso indiscriminato ed illiberale dello strumento cd. dei “ colpi di maggioranza;
4. Risulta inadeguata e inefficace la risoluzione di problemi annosi ed essenziali quali quelli attinenti alla viabilità, la pulizia delle strade pubbliche ( la Città non è mai stata così sporca ), l'arredo urbano ( non è stato mai attuato un piano diretto a regolamentare l’installazione di insegne e di bacheche ), alla condizione di degrado dei cimiteri,alla riorganizzazione e al potenziamento della biblioteca comunale;
5. è rimasto sordo – con un atteggiamento immotivatamente ostile nei confronti di una parte della comunità – rispetto ai bisogni e alle istanze dei cittadini che risiedono e che lavorano all’interno del perimetro del Centro Storico, determinando, in tal guisa, la chiusura di molti esercizi commerciali ( già in crisi a causa dello spopolamento originato da infelici scelte urbanistiche e dall’attuale sfavorevole congiuntura );
6. ha abbandonato al loro destino gli abitanti delle Frazioni (in particolare, quelli dimoranti a Savorito, Moscarella, Petraro, e tutta la periferia Nord), ormai relegate all’umiliante ruolo di meri “serbatoi elettorali”;
7. Ha determinato una crisi economica spaventosa sul fronte commerciale di Corso Garibaldi con la gestione disastrosa, oggetto di indagini della autorità giudiziaria dell’appalto dei lavori della villa comunale. Ha sottratto ai cittadini stabiesi, per l’estate e per un ulteriore tempo indeterminato, quel polmone di verde che consentiva le passeggiate degli anziani, lo svago dei bimbi, la vivibilità anche minima agli eventuali e sempre sparuti villeggianti.
8. Ha per l’appalto dei lavori della villa comunale omesso di individuare e perseguire le responsabilità emergenti dal procedimento amministrativo adottato. Procede, tuttora, con l’azione discriminatoria di chi per fatti similari ha classificato i dirigenti, i funzionari e le risorseumane comunali di prima e seconda classe provvedendo alla sospensione dal servizio di alcuni e consentendo per altri la continuità economica e giuridica.
9. Ha, per la gestione dello stadio Romeo Menti, derogato dalle norme regolamentari omettendo controlli adeguati e violando il principio dell’interesse pubblico. Sta consentendo, per mero calcolo politico, ai Consiglieri comunali acquisiti alla maggioranza consiliare con deleghe di fatto attribuite, di produrre azioni amministrative clientelari e spregiudicatamente finalizzate a consolidare le loro posizioni elettorali a danno degli interessi collettivi.
10. Il servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani in Città presenta alcune carenze strutturali tali da pregiudicare il mantenimento dei requisiti igienico-sanitari.
11. La condotta amministrativa rischia, altresì, di sottrarre alla città occasioni di sviluppo irripetibili. È' palese il grave ritardo nel cronoprogramma dei lavori della villa nonché la paralisi ingiustificata del completamento della biblioteca comunale, lavori tutti finanziati dalla Unione Europea e vincolati a tassative scadenze.
12. Altresì inadeguata la gestione delle aree deindustrializzate oggetto di particolare attenzione per le attese dei lavoratori usciti dal ciclo produttivo ed in attesa di nuove opportunità. Si pensi al solo Masterplan dell'ex area Avis, ormai caduto nel dimenticatoio.
13. La crisi lavoro in città è divenuta patologica al punto da lasciare senza prospettive di ripresa i lavoratori tutti, vittime del mutamento dell'apparato produttivo (ex Stabia Porto, ex Avis, indotto Fincantieri) cui si sono aggiunti i dipendenti di Terme.
Alla luce di tali considerazioni
A. Cuomo si è dimostrato un Sindaco privo di un progetto programmatico, di una idea di città, di una visione politica, si è palesato un Sindaco politicamente incapace di sostenere e preservare una maggioranza consiliare solida e il consenso elettorale riscosso all'elezioni del 2013. Il suo stesso partito, il PD,vive una crisi profonda plasticamente riprodotta nella spaccatura nel gruppo consiliare e nell'assenza di una guida autorevole, la maggioranza consiliare che lo sostiene si e' progressivamente sfaldata e snaturata rispetto a quella uscita dal turno elettorale del 2013,, gli stabiesi non nutrono più alcuna fiducia in lui affermazione che trae fondamento dalle innumerevoli manifestazioni pubbliche di contestazione al suo operato nonché nel contenuto delle valutazioni della rete e sui social
B. si è rivelato un Sindaco “burocrate” non in grado di dare la giusta soluzione ai tanti problemi che attanagliano le famiglie, i lavoratori, i senza lavoro e le imprese stabiesi;
C. la complessiva condotta degli organi politici e del Sindaco ha leso la dignità e l’onore dell’Istituzione Comunale, la quale è stata qualificata, nell’opinione pubblica, come modello negativo di gestione della pubblica amministrazione e come struttura istituzionale usata a scopi personali, clientelari e strumentali ad interessi di gruppi;
D. l’intero assetto politico-amministrativo del Comune di Castellammare è allo stato affetto da una gravissima situazione di confusione ed inerzia, la quale rischia di generare una sostanziale paralisi e di determinare una ulteriore ragione delle inadempienze del Sindaco e della sua amministrazione;
E. la Città di Castellammare ha esigenza di un’azione politica decisa e improntata ad un rinnovato rilancio con attività improntate alla trasparenza, all’efficacia, all’efficienza ed alla buona amministrazione, le quali possano soddisfare le esigenze impellenti dei cittadini stabiesi;
F. il Consiglio Comunale non può ulteriormente sopportare una condizione di degrado etico- politico ed amministrativo della Città di Castellammare, mediante una sostanziale inerzia, la quale avrebbe soltanto il fine di garantire la sopravvivenza egoistica della consiliatura, a danno della comunità cittadina tutta;
G. che è assolutamente indispensabile unire le forze positive della Città di Castellammare allo scopo di soddisfare le aspettative di crescita economica, sociale e culturale di tutti i cittadini stabiesi.