«Avevi promesso di colorare la città, ma per ora si vedono solo il bianco e il nero». Inizia con un affondo al sindaco l'avventura in consiglio comunale di Michele Starace, subentrato a Salvatore Vozza all'interno del gruppo consiliare Per Castellammare. L'ex coordinatore cittadino di SEL apostrofa l'“amico Toni” contestandogli l'atteggiamento nei confronti della maggioranza. «Ci hai messo quattro mesi per fare un rimpasto di giunta - ha spiegato Starace rivolgendosi a Pannullo - perché sei vittima e prigioniero della tua maggioranza. Da parte mia, dichiaro di essere all'opposizione rispettando l'esito elettorale. Sarò in costante confronto con te e con tutte le forze politiche presenti in aula, ma sarò censore delle cose che riterrò sbagliate». Parole al miele, invece, nei confronti del suo predecessore. «È difficile subentrare a Vozza, un politico estremamente preparato, ma prometto impegno e grinta per il bene della mia città». Starace ha chiuso con un motto che ne rivela la matrice comunista: «Al lavoro e alla lotta!». Decisamente meno piccata la risposta di Pannullo, che ha accolto la giovane new entry assicurandogli condivisione nei progetti che di qui a breve saranno oggetto di discussione. «I diritti dei lavoratori saranno la ragione della nostra battaglia comune - ha spiegato il primo cittadino -. Scomodo il tuo posto all'opposizione, ma non ne sottovaluto l'importanza e sono certo che sarai all'altezza del tuo compito. A breve affronteremo la questione Terme, con il piano industriale e la delibera salva-Sint, mentre venerdì in conferenza capigruppo apriremo una discussione su Fincantieri. Sono convinto che sarai una delle pietre miliari dei progetti che segneranno il rilancio della città».
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