Prima il fallimento della società, poi gli ammortizzatori sociali e il sostegno al reddito con lavori di pubblica utilità. Più di dieci anni di vertenza e gli ex dipendenti di Stabia Porto attendono ancora una ricollocazione nel mondo del lavoro. Erano in 16 ed ora sono rimasti in 9 senza lavoro, costretti a sostenersi con progetti di formazione della Regione e lavori socialmente utili. Ora, in periodo di campagna elettorale, gli ex portuali chiedono alla politica di non dimenticare la loro vertenza. Stanchi di andare avanti alla giornata oppure di dover finanche attendere mesi e mesi il pagamento mensile promesso dalla Regione per i vari progetti formativi, come ad esempio capitato l'ultima volta con il Progetto "Ricollocami" per cui gli ex portuali hanno dovuto lanciare diversi sos per ottenere l'erogazione delle somme. Si occupavano delle attività nel porto stabiese con diverse mansioni, alcuni sono riusciti a trovare altri sbocchi ma per gli altri il futuro appare ancora a tinte fosche. Uno degli ex portuali, in particolare, ha voluto lanciare l'ultimo disperato appello attraverso la redazione di Stabia Channel. "Sono davvero disperato, mi sono sempre battuto per me e per i miei colleghi ma ora sono talmente sconfortato che anche le richieste di tavoli ed incontri con le istituzioni sembrano inutili. Fra poco la città avrà un nuovo sindaco e una nuova amministrazione, al di là di chi sarà chiedo di non dimenticare gli ex Stabia porto. Esistono diverse possibilità per ricollocarci nel mondo del lavoro anche attraverso l'autorità portuale di Napoli che si appresta ad assegnare i lavori di pulizia del porto ed altri servizi. Che sia a Castellammare o a Napoli basta che le istituzioni diano di nuovo una prospettiva, perché ad oggi da più di dieci anni si va avanti alla giornata".