«Stabia porto di Pompei? Progetto di 11 anni fa proposto dall’amministrazione del sindaco Luigi Bobbio». E’ Antonio Coppola, ex assessore al turismo del comune di Castellammare di Stabia, a precisarlo dopo aver ascoltato l’intervista rilasciata a StabiaChannel da Nicola Corrado, dirigente nazione del PD e per anni componente delle amministrazioni comunali di centrosinistra in città.
«Predisponemmo un protocollo d’intesa con l’autorità Portuale di Napoli e Salerno e con i comuni di Pompei e Boscoreale – ricorda Coppola - Si chiamava “Stabia porto di Pompei” e prevedeva proprio una collaborazione tra i comuni interessati affinchè si convogliasse il traffico crocieristico su Castellammare e grazie al quale noi diventavamo il porto di Pompei, ma non solo come porto di arrivo, ma come luogo di transito per accogliere i turisti e per smistarli agli scavi di Stabia. Questo è il punto fondamentale, altrimenti diventerebbe un porto di passaggio invece deve essere un porto di arrivo. Accogliere i turisti e fare in modo che possano godere delle bellezze della nostra città, non solo quelle antropiche ma anche quelle legate agli scavi».
“Stabia porto di Pompei” prevedeva l’inserimento del progetto nel Piano Integrato di Interventi relativo al polo “ Baia di Napoli “ nell’ambito dei finanziamenti del “ POIn Attrattori Culturali, Naturali e Turismo “ finalizzato al posizionamento strategico del territorio nel Polo e nelle Reti interregionali di offerta collegate a partire dalla Rete degli approdi turistici del Mediterraneo. L’obiettivo era quello di garantire un’offerta “dotata di elevati standard di qualità e di innovazione nei servizi ricettivi, nelle infrastrutture turistiche, negli allestimenti eco-museali, nei percorsi di visita, nella comunicazione e nelle economie indotte nel campo dell’industria culturale e ambientale a garanzia della sostenibilità della “destinazione turistica ” Pompei e “parco archeologico “ collegato”. Il protocollo fu firmato ma poi i fondi necessari non furono mai stanziati, per cui non si diede corso alle intese.
«C’è la cultura di abbandonare le cose buone fatte dalle amministrazioni precedenti – dice amaramente Coppola - e quindi tutta quella stagione venne buttata nel fango insieme alle querelle note, ma senza sfruttare l’ottimo lavoro fatto da quella giunta di alta qualità e che ancora oggi viene rimpianto».
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