Stabia a 5 Stelle per rinnovare la classe dirigente. La strategia grillina è già in atto per provare a compiere il definitivo salto di qualità a Castellammare di Stabia. Lo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti mafiosi ha aperto nuovi scenari in vista delle prossime elezioni, programmate con ogni probabilità nella primavera 2024. Un’occasione unica per provare a sparigliare le carte e restituire credibilità ad una classe politica che ormai vede sempre più logorato il suo rapporto con i cittadini stabiesi. La relazione della commissione d’accesso ha evidenziato anomalie nella gestione amministrativa che potrebbero essere al vaglio anche della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ma intanto la politica non resta al palo neppure durante la lunga fase commissariale che il Comune di Castellammare è costretto a vivere per i prossimi 18 mesi, estendibili a 24. Il Pd punta a riprendersi la leadership smarrita quattro anni fa, dopo due sfiducie consecutive che si sono consumate a causa di fratture all’interno dello stesso partito. Ma le diverse componenti dem necessitano di una sintesi che sarà ardua da trovare, considerando che le forze progressiste ed anche una parte di Italia Viva sta convergendo nuovamente verso il Partito Democratico, sparigliando le carte nella sede di corso Vittorio Emanuele. La sinistra più radicale, intanto, lavora per tentare di acquisire una leadership sulla base dei rapporti intrattenuti da decenni con gli ambienti romani. Ma è il Movimento 5 Stelle a diventare l’autentico ago della bilancia del prossimo percorso politico stabiese. L’alleanza tra grillini e dem, infatti, dovrà reggere anche l’urto delle prossime elezioni politiche, in programma fra un anno, e non è da escludere che proprio il Movimento 5 Stelle possa vantare un credito nei confronti delle altre forze politiche di centrosinistra, attribuendosi il diritto di decidere tra le proprie fila il futuro candidato sindaco. Lo ha lasciato intendere nelle ultime settimane anche Francesco Nappi, capogruppo grillino durante l’ultima gestione amministrativa. E come lui anche le onorevoli Teresa Manzo e Carmen Di Lauro. Una vicenda che dovrà passare al vaglio anche della composizione del prossimo Governo nazionale, dato che la fluidità della classe politica attuale potrebbe condurre i partiti a ricollocarsi ancora dopo le scissioni dell’ultimo lustro e le più recenti larghe intese a sostegno del premier Draghi. Il centrodestra, dal canto suo, dovrà provare a ricomporre i cocci dopo lo choc dello scioglimento, una batosta pesantissima sulle ambizioni di una coalizione che sta riflettendo sulle azioni da intraprendere di qui in avanti e sul percorso da mettere in campo per scacciare ombre e fantasmi e presentarsi fra due anni con un progetto limpido e convincente.