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Castellammare - Sint, regna il caos: Terme allo sfascio e salta il mutuo con Mps. Dietrofront sui bandi per campi da tennis e area sportiva

Che senso ha avuto la vendita dei beni senza affrontare in precedenza la questione del mutuo con le banche? Che senso ha adesso la ricerca di un advisor per rilanciare un complesso che continua ad essere lasciato in balia dei vandali e dei teppisti?

tempo di lettura: 3 min
11/07/2017 11:33:08
Castellammare - Sint, regna il caos: Terme allo sfascio e salta il mutuo con Mps. Dietrofront sui bandi per campi da tennis e area sportiva

Un anno buttato via lungo il percorso di rilancio delle Terme.. La batosta incassata da parte di Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme e Confindustria Campania, che ha bocciato di fatto le iniziative intraprese finora dall'amministrazione comunale, è una scure che si abbatte sulla maggioranza e sulla città, ma la giornata di ieri ha riservato anche un altro clamoroso dietrofront recante la firma di Sint, partecipata comunale che gestisce il patrimonio immobiliare (o quel che resta) del complesso del Solaro.

La procedura pubblica per la vendita dell'area sportiva di Viale delle Puglie e dei campi da tennis è stata sospesa e i due bandi sono stati ritirati, segnale evidente di un percorso sempre più caotico. La liceità del bando per la vendita dell'area sportiva, d'altra parte, si scontrava con ragioni di opportunità legate alla presenza in loco del Pallone Geodetico, finanziato con fondi comunali.

E nel frattempo occorre fronteggiare un'altra difficoltà, trascurata in maniera imprudente ormai da anni. Mps, infatti, ha revocato il mutuo ipotecario da 2 milioni di euro, tra l'altro garantito dalla lettera di patronage rilasciata nel 2006 dal Comune in qualità di socio unico. L'Ente dovrebbe essere dunque chiamato a saldare i debiti, ma il denaro andrebbe recuperato da Sint per non compiere un abuso contabile e finire dinanzi alla Corte dei Conti.

L'amministratore unico di Sint, Biagio Vanacore, è ora chiamato a trovare un accordo con Mps per provare a ridurre l'esborso nei confronti della banca, ma un dubbio è lecito: perché non è stato effettuato in precedenza alcun tipo di rinegoziazione del mutuo a fronte anche dei tassi di interesse decisamente più bassi oggi rispetto a un decennio fa? La vendita “un pezzo per volta” dei beni ritenuti non strategici (su quali basi?) è stata avviata infatti senza mettere in atto alcun piano di rientro da presentare ai creditori e permane il dubbio che l'alienazione dei cespiti fosse evitabile.

Grida vendetta anche l'ingente mole debitoria che grava su Sint, ereditata invero dalle precedenti gestioni, ma amministrata con scarsa lungimiranza. Vien da chiedersi, pertanto, perché non sia stato effettuato almeno un tentativo per includere il mutuo con Mps nel dissesto finanziario, procedura in realtà complessa, dato che Sint è una società per azioni, ma forse avallabile in ragione del suo status di partecipata.

Ma non è tutto. La riconsegna del patrimonio immobiliare, garantita in seguito alla richiesta avanzata alla curatela fallimentare, non è stata accompagnata dalla tutela dei beni e le condizioni pietose in cui versano il Parco idropinico, l'Hotel e lo stabilimento termale sono emblematiche del disastro che Jannotti Pecci ha stigmatizzato, rievocando il notevole fatturato delle Terme persino negli anni bui che hanno preceduto il fallimento, definito uno schiaffo al termalismo nazionale.

E intanto è in corso un bando per la ricerca di un advisor che contribuisca alla stesura del piano industriale che dovrebbe costituire il primo passo del percorso di rilancio delle Terme. Ma che senso ha avuto la vendita dei beni senza affrontare la questione del mutuo con le banche? Che senso ha adesso la ricerca di un advisor per rilanciare un complesso che continua ad essere lasciato in balia dei vandali e dei teppisti?

Ai posteri l'ardua sentenza, mentre il fantasma della Riforma Madia aleggia sulla Sint, che entro fine luglio dovrà aggiornare lo statuto e, con questi presupposti, il 30 settembre difficilmente potrà evitare la messa in liquidazione.

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