Un licenziamento ritenuto «illecito» da parte della Corte d'Appello di Napoli e un consequenziale rischio debitorio da circa 3 milioni di euro. E' l'attuale situazione che vede coinvolti gli ex lavoratori di Terme di Stabia e la Sint, la partecipata comunale responsabile della struttura termale di Castellammare. Una grana che il commissario liquidatore Vincenzo Sica affronterà in via definitiva il prossimo 14 maggio: martedì, infatti, l'assemblea societaria si riunirà per delineare una strategia sulla questione.
«Rispetto alle ultime settimane è cambiato poco - ha affermato lo stesso dottor Sica a Stabia Channel -, non è ancora stata presa una decisione sull'eventuale ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello. I margini ci sarebbero, ma solo la settimana prossima verrà presa una decisione definitiva. Confronti con la parte politica? No, la vicenda verterà squisitamente su aspetti tecnici. La classe dirigente ha il dovere di tutelare i lavoratori, io da liquidatore mi devo occupare dello stato di salute della Sint. Successivamente, comunque, completerò una relazione da consegnare al sindaco Cimmino per informarlo su tutto».
La possibile alternativa paventata il mese scorso era quella di cercare un punto d'accordo con i delegati degli ormai ex dipendenti termali: «Li abbiamo incontrati - assicura il commissario -, con loro abbiamo avviato una ricognizione per quantificare il debito, consulenti e rappresentanti hanno lavorato per ricostruzione le rispettive posizioni. Parliamo di circa 3 milioni di euro. Al momento è comunque presto per sbilanciarsi sul futuro prossimo, martedì sarà tutto più chiaro».
Nel frattempo, a proposito di futuro, è ancora in corso la procedura per la dismissione dei beni non strategici, come il pallone geodetico e l'area parcheggio. A fine mese, precisamente il 30 maggio, è fissata un'udienza del Tribunale di Torre Annunziata che stabilirà una data definitiva per la cessione degli averi. «Ad oggi sono solo state presentate manifestazioni d'interesse per quasi 750mila euro - conclude Sica -, bisognerà capire se questo primo approccio si concretizzerà poi in un'offerta concreta».
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