«La Sint non è salva “a scadenza”, ma è stata indicata come partecipata strategica e rientra a pieno titolo nei parametri della Madia». L'amministratore unico di Sint, Biagio Vanacore, guarda avanti dopo l'approvazione della delibera relativa all'atto ricognitivo della partecipata che detiene il patrimonio immobiliare della società Terme di Stabia spa. All'assemblea dei soci di lunedì scorso ha preso parte anche l'ente comunale, in quanto è venuta meno l'inibizione del socio pubblico dall'esercizio dei diritti sociali (ossia l'esclusione del Comune dalle assemblee) sulla partecipata, scattata lo scorso 30 settembre con decorrenza fino all'approvazione dell'atto ricognitivo finalizzato alla salvaguardia di Sint. Al netto dei controlli a cui la delibera sarà sottoposta, la partecipata è scampata alla tagliola della Madia ed ora punta verso la manifestazione d'interesse che dovrà determinare il primo step del rilancio delle Terme. «Da lunedì sera siamo già al lavoro per strutturare la manifestazione d'interesse sulla scorta delle linee guida indicate dal piano industriale - spiega Vanacore, che domani presenterà il piano a Palazzo Farnese -. Andremo a pianificare incontri con le parti sociali e con l'imprenditoria per avviarci verso la pubblicazione dell'avviso pubblico con la consapevolezza di aver strutturato un percorso serio per far ripartire le Terme. Poi ovviamente sarà il tempo a stabilire se la nostra operazione sarà andata o meno a buon fine». Tra i punti focali del piano industriale, oltre al congelamento per sei anni del debito che Sint deve restituire al Comune e ad altre agevolazioni che l'ente si appresta a riconoscere alla partecipata a fronte della surroga di due beni non strategici, emerge in particolare il blocco unico composto da Antiche e Nuove Terme, che non saranno più trattate separatamente, bensì in un pacchetto congiunto al contrario di quanto l'amministrazione aveva previsto nel primo anno successivo all'insediamento. E nel 2018 sarà chiaro se il nuovo percorso intrapreso sarà quello giusto.
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