La minoranza consiliare ha appena depositato al protocollo del comune una richiesta di convocazione di Consiglio comunale con all'ordine del giorno un atto di indirizzo. «Al momento il bando pubblicato dalla Sint è contra legem - dicono - perchè il Consiglio Comunale non si è mai espresso sulla questione. Abbiamo provato a far comprendere ai consiglieri la necessità di farlo, ma il messaggio non è stato recepito. La maggioranza, il sindaco non hanno dopo 6 mesi di consiliatura ancora conferito al liquidatore alcun mandato. Ci siam visti costretti a fare questo atto per non esser complici e per il rispetto che dobbiamo alle norme e alla nostra intelligenza. Chi scappa dal consiglio lo fa per ignoranza o per superbia? In entrambi i casi commette un errore e rischia di far sbattere contro un muro la città»
La preoccupazione di Iovino, Scala, Di Martino, De Angelis, Nastelli, Donnarumma, Esposito, Nappi e Cuomo è per «la difficile situazione in cui versa il termalismo nella nostra città» e per le soluzioni fin qui messe in campo dall’amministrazione comunale che «rischiano anche di far scivolare la Sint verso il fallimento».
Per l’opposizione, per la prima volta compatta, «l’attuale Amministrazione, fino a questo momento, non è apparsa in grado di delineare un percorso credibile per far fronte ad una situazione certamente difficile da risolvere. Tale incertezza la si riscontra leggendo i verbali dell’assemblea dei soci di Sint, nelle dichiarazione rese dal Sindaco in Consiglio comunale e sulla stampa e, cosa ancora più preoccupante, esaminando i contenuti di uno strano avviso esplorativo redatto dal liquidatore della Sint».
Ma non solo. I 9 consiglieri di minoranza rimarcano ancora il fatto che, nelle scelte intraprese, il consiglio comunale non sia mai stato coinvolto. «Tutti, al di là delle rispettive appartenenze, dobbiamo sentirci impegnati per contribuire alla soluzione di un problema che interessa i lavoratori, gli operatori del settore e la città tutta» hanno scritto nella loro richiesta di convocazione di un assise ad hoc sul tema.
La loro proposta è quella di istituire una commissione speciale di studio. E di questo vorrebbero che se ne parlasse appunto in un consiglio comunale appositamente convocato con all’ordine del giorno la proposta «atto di indirizzo al commissario Liquidatore Sint e al Sindaco ai fini della riapertura delle Antiche Terme».
«Il consiglio di Castellammare - si legge nella richiesta indirizza al presidente dell’assise Vincenzo Ungaro e al sindaco Gaetano Cimmino - ritiene indispensabile indirizzare, attraverso il Sindaco, un quadro di obiettivi e misure da fornire al liquidatore della partecipata Sint, affinché egli svolga il suo ruolo sulla base di un percorso concordato e condiviso».
Tra le priorità deve esserci quella di «scongiurare assolutamente il fallimento della società Sint in liquidazione. Il processo di liquidazione va condotto con la determinazione di mantenere l’unitarietà funzionale del complesso immobiliare in cui si sono svolte le attività termali in questi anni – precisa la minoranza - con i relativi e collegati siti di accoglienza, a partire dall’ Hotel. La funzione strategica di queste parti di patrimonio deve prevalentemente riguardare un futuro dedicato al termalismo, al turismo, alle cure sanitarie, alle attività sportive, al turismo congressuale e alle attività di ricerca, sviluppo e commercializzazione del settore benessere e acque minerali».
Evitare il fallimento. «Il primo obiettivo -quello di evitare il fallimento- può essere centrato se, sin da ora, si affidano compiti chiari e circoscritti al Liquidatore della società – si legge nel documento - Il monte debitorio della società è per circa l’80% verso il comune di Castellammare, che è anche socio unico, e per solo il 20% circa verso altri creditori, quasi totalmente parcellizzati. Il mandato deve prevedere, laddove si ravvisi l’impossibilità di preservare la totalità del patrimonio della Sint, di mettere sul mercato quelle parti non strategiche del patrimonio della società, selezionandole, nel caso, tra quelle già deliberate come alienabili dal consiglio Comunale, per far fronte ai circa 800.000 euro di debiti verso i creditori terzi, consentendo così una rapida soluzione della procedura di liquidazione. Tale percorso permetterebbe al Comune di rientrare rapidamente in possesso della restante parte del Patrimonio societario».
Il concordato in bianco. «Non ci convince l'ipotesi di un concordato in bianco senza aver articolato preventivamente questo tipo di strategia, che è tra quelle possibili che consentono di realizzare la liquidità necessaria a far fronte ad ogni istanza che dovesse pervenire da parte dei creditori. Nelle more di questo processo e sulla base di un protocollo d’intesa che coinvolga pienamente la Regione sul tema del rilancio del termalismo nella nostra città, va affidato ad una primaria società internazionale, attraverso gara pubblica e trasparente, il compito di redigere un programma di valorizzazione unitario della restante parte di patrimonio delle Nuove e delle Antiche Terme. E’ indispensabile, insieme alla più ampia collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, ricercare investitori interessati a investire in una rinnovata attività di impresa legata ai settori turistico, termale, benessere, fitness, congressistica, riabilitativo, sportivo e nel campo della commercializzazione dei prodotti derivanti dalle acque minerali e alla ricerca ad esse collegate».
Creare forza lavoro. «Servono un lavoro serio, idee chiare, un piano per rilanciare un’attività produttiva che tra gli obiettivi preveda quella dell'incremento occupazionale, nel medio lungo periodo, tanto della struttura, quanto dell’indotto, ad essa connesso, che verrà a crearsi. Al fianco di queste azioni vanno contemporaneamente ricercati investitori interessati alla ripresa delle attività termali nello stabilimento Antiche Terme, con nuovi investimenti a loro carico e con il supporto di eventuali fondi pubblici da definire nel protocollo d’intesa con la Regione, al fine di completare le funzioni di cui quel sito è dotato, con piscina termale, Hammam e percorsi benessere».
Le acque minerali. «Vanno altresì rapidamente ridefinite le opzioni strategiche sulle acque minerali imbottigliabili. Questa non è una funzione che il Comune può svolgere. Celermente bisogna individuare gli imprenditori del settore che possano valorizzare questo patrimonio della città, prima che la Regione revochi la concessione di cui siamo titolari».
Per le opposizione, quindi, il sindaco deve «assumere le iniziative e gli atti necessari per determinare, già nel 2019, la riapertura delle Antiche terme».
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