Un'offerta per l'area camper, deserto il bando per la cabina elettrica dell'Enel. Il piano di dismissione dei beni non strategici della Sint vivrà nei prossimi giorni una fase cruciale con il vaglio delle offerte pervenute per i due cespiti messi in vendita dopo l'aggiudicazione delle tre aree parcheggio nel primo step dell'alienazione del patrimonio ritenuto non funzionale al rilancio del complesso delle Nuove Terme. Venerdì 16 giugno sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte per i bandi relativi alla cabina elettrica dell'Enel e all'area camper. Per quest'ultima sarebbe pervenuta un'offerta in seguito ad un recente sopralluogo di una società a responsabilità limitata che avrebbe deciso di investire sul cespite che ha un'estensione di circa 3850 mq ed è attualmente in fitto ad AM Tecnology, la ditta che detiene la gestione del servizio rifiuti, fino al 7 febbraio 2018 per il travaso da satellitari a centraline. Il presidente della Sint, Biagio Vanacore, qualora l'offerta dovesse trovare conferma, nominerà una Commissione che giudicherà la validità della proposta per l'aggiudicazione provvisoria. Un eventuale lieto fine garantirebbe un introito di 313mila euro che, aggiunti ai 721mila derivanti dalla vendita dei primi tre beni, potrebbero dare un primo scossone al piano di rientro nei parametri della riforma Madia. Niente da fare, invece, per la cabina elettrica, data in affitto all'Enel con convenzione del 1962 e successivo accordo sottoscritto in data 31 novembre 2012, la cui scadenza è 31 dicembre 2061. Nell'ambito di tale accordo, l'Enel ha versato alla Sint un corrispettivo una tantum relativo a tutti i canoni di fitto fino al termine dell'accordo, circostanza che avrebbe influito negativamente sulla chance di vendita del bene ritenuto non strategico. La mole debitoria da ripianare per la Sint, in ogni caso, sfiora i 5 milioni di euro e i tempi per rientrare nei parametri della riforma Madia cominciano a stringere. Per evitare la messa in liquidazione occorrerà un mezzo miracolo.
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