Rendiconto ed emendamento entrambi approvati con 13 voti favorevoli e 12 contrari. Russo: "quando ho visto Mercatelli avvicinarsi ho detto basta".
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Sindaco Nicola Cuomo salvo, un "avanzo" di 17 milioni di euro sul rendiconto, un imminente rimpasto di giunta comunale e tanta confusione sulla problematica del fallimento della partecipata Terme di Stabia spa. Il consiglio comunale decisivo per le sorti dell'amministrazione comunale è terminato solamente a tarda notte, e il rendiconto 2014 è stato approvato a cavallo della mezzanotte tra il 1 e il 2 giugno ovvero a cavallo del termine massimo imposto dalla Prefettura di Napoli: un "dettaglio" non da poco, anche se c'è da dire che l'organo prefettizio non avrebbe certo deciso di commissariare il Comune per un ritardo di pochi minuti. I numeri, infatti, c'erano. Ci ha provato comunque il centrodestra ad effettuare un "blitz" con il consigliere comunale di Forza Italia Gaetano Cimmino, che ha deciso di tenersi fino all'ultimo momento la sua dichiarazione di voto per chiedere la parola subito dopo il sindaco Cuomo in versione "Cenerentola" a pochi minuti dallo scoccar della mezzanotte. Nessuno e niente si è tramutato fortunatamente in zucca: rendiconto ed emendamento entrambi approvati con 13 voti favorevoli e 12 contrari.
E' stato un consiglio comunale lungo e faticoso sia per i rappresentanti consiliari, impegnati in una seduta fiume e alle prese con difficili decisioni, sia per i tanti lavoratori presenti in aula. Il primo punto all'ordine del giorno riguardava, infatti, l'atto di indirizzo per la salvaguardia dei lavoratori di Terme. Tre emendamenti all'esame dell'assise, che concernevano il voler inserire nella tutela anche i lavoratori stagionali e addirittura il voler dare ancora una volta mandato alla Sint di procedere con il rilancio del termalismo. Segnali chiari del fatto che quasi tutti i consiglieri comunali non hanno ben chiaro il quadro della vertenza, che complicata lo è, ma che forse meritava un maggiore approfondimento. Ciò che bisognava fare era approvare un provvedimento che salvaguardasse i termali nel momento in cui comincerà la manifestazione di interesse per la ricerca di investitori privati che vorranno investire nella gestione dei due complessi: un atto di indirizzo già votato in giunta municipale e che, se possibile, doveva essere modificato e quindi migliorato. L'obiettivo era inserire anche coloro che un tempo, come "stagionali" prestavano servizio alle Nuove Terme nei periodi di massima affluenza, ma ciò non si è concretizzato. Nonostante una conferenza dei capigruppi consiliare per studiare l'atto, infatti, al ritorno in aula i consiglieri hanno votato un emendamento all'emendamento e un altro emendamento che contraddiceva il primo: non c'è bisogno di un genio per capire che a questo punto l'atto sarebbe diventato inservibile ed inutilizzabile in un tavolo di concertazione. Tutto ciò ha costretto il sindaco a ritirare l'intero provvedimento prima del voto finale. L'atto sarà probabilmente ripresentato in un consiglio comunale ad hoc nei prossimi giorni, quando si spera che i consiglieri comunali abbiano le idee più chiare e che non siano distratti da tematiche politiche.
"Da oltre ventiquattro mesi stiamo parlando sempre delle stesse cose - ha detto il consigliere di Scelta Civica Luigi Greco - e oggi mi sarei aspettato qualche atto più concreto per il futuro del termalismo". Il sindaco, invece, ha sottolineato che l'amministrazione "intende tutelare al massimo le maestranze. L'agenzia Invitalia si è già attivata e noi inviteremo il neogovernatore Vincenzo De Luca a continuare su Terme l'opera iniziata da Stefano Caldoro".
Ancora una volta, come si diceva, Terme e politica si sono incrociate tra i banchi dell'aula consiliare "Falcone e Borsellino". Importanti i passaggi in merito al rendiconto, in quanto il provvedimento porterebbe con sé ben 17 milioni di euro di avanzo frutto della buona gestione economico-finanziaria dell'Ente. "Queste notizie devono rappresentare - ha detto il capogruppo consiliare democrat Michele Migliardi - un ottimo punto per ripartire". Con Migliardi ha votato "sì" al rendiconto anche Amedeo Di Nardo di Idv per "senso di responsabilità". Bersagliato dall'opposizione e dagli ormai ex consiglieri di maggioranza è stato Giuseppe Mercatelli: il voto del consigliere comunale è stato decisivo per il prosieguo dell'esperienza amministrativa di centrosinistra di Cuomo. Eppure, Mercatelli fino a pochi anni fa era consigliere comunale di maggioranza dell'allora sindaco sceriffo di centrodestra Luigi Bobbio e alle amministrative del 2013 ha appoggiato Antonio Pentangelo per la corsa a sindaco. Mercatelli si è giustificato affermando di essere diventato "indipendente" ormai da oltre due mesi. Significativo, poi, il discorso di Francesco Russo, eletto con la lista collegata al Pd a sostegno di Cuomo, e definitivamente allontanatosi dal primo cittadino decidendo di votare "no" al rendiconto. "E' dallo scorso dicembre che - ha spiegato Russo - mi sono sentito inutile ed è una cosa che non auguro a nessuno. Ho sempre sostenuto Cuomo, anche quando nelle commissioni l'opposizione ci massacrava e noi eravamo lì per tenere duro. Quando, però, durante queste elezioni regionali sono stato messo alla porta da amici e parenti che mi additavano come il ‘ragazzotto' del sindaco che stava portando allo sfacelo Castellammare, qualcosa si è spezzato. E quando ho visto Mercatelli avvicinarsi ho detto basta".