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Castellammare - Si rischia di perdere un pezzo della storia: approvvigionamento acque per isole

Il consiglio comunale approva atto d'indirizzo presentato dal consigliere Tonino Scala.

tempo di lettura: 2 min
09/06/2020 08:48:01
Castellammare - Si rischia di perdere un pezzo della storia: approvvigionamento acque per isole

La città di Castellammare dal mese di settembre dello scorso anno non è più sede di attracco di navi per approvvigionamento idrico per le isole minori in particolar modo di quelle Pontine. A porre la questione in un infuocato consiglio comunale è stato il Consigliere Tonino Scala che alla fine della sessione di bilancio è riuscito a far approvare all’unanimità un atto di indirizzo con il quale l’intero consiglio comunale ha impegnato il Sindaco a convocare le parti interessate per provare a trovare la giusta sintesi per non far perdere al territorio un pezzo di storia e di economia con la quale si regge il sistema produttivo del il centro storico di Castellammare da sempre.

Di seguito l’atto approvato:

Atto di indirizzo


Il Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia


Constatato che
la città dal mese di settembre del 2018 ha perso un pezzo della sua storia marittima legata all’approvvigionamento delle acque per le isole minori;

Rilevato che
IL GRUPPO MARNAVI, che si occupa di trasporti marittimi, preleva, da un ventennio, l’acqua potabile, dal porto di C.Mare di Stabia, per l’approvvigionamento delle isole minori ( Pontine ecc.). Lo stesso servizio, a seguito di appositi contratti, viene svolto per conto del Ministero della Difesa e della Regione Lazio, che ha dato incarico alla Soc. Acqualatina costituita tra i Comuni del basso Lazio, di gestire il rifornimento alle isole Pontine;

Constatato che
alla Marnavi fu assegnata la tariffa di subdistributore sia dall’ASAM e successivamente dalla Società GORI. Non risulta ci siano contestazioni al cliente primario la Marnavi ha sempre provveduto, con regolarità, al pagamento delle competenze alle suddette Società. Ciononostante, a partire dal settembre 2019, a seguito di delibera dell’Ente Idrico Campano, fu revocato lo status di subdistributore e di conseguenza la tariffa per mc. passò da circa € 0,43 ad € 2,00 con evidente insostenibile ricaduta sui costi e, quindi il conseguente abbandono delle navi cisterna del porto di Castellammare;

Rilevato che
le tariffe di tutte le altre città laziali si aggirano tra gli 0,80/0,90 a mc.

Pertanto

Ritenendo tale servizio importante non solo per l’indotto (Bar, ristoranti, alberghi, negozi etc) ma per il suo trascorso storico, da sempre la città fornisce le sue acque alle isole del basso Lazio e non solo;

Impegna

il Sindaco a convocare le parti interessate per provare a trovare la giusta sintesi per non far perdere al territorio un pezzo di storia e di economia con la quale si regge il sistema produttivo del il centro storico di Castellammare da sempre.

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