Non tardano ad arrivare le reazioni del mondo politico dopo il sequestro dell'area Avis di ieri pomeriggio. I carabinieri del Nucleo Ambientale hanno infatti apposto i sigilli ai capannoni di via Napoli dove si stavano nascondendo dei rifiuti. Un intervento fondamentale per evitare di inquinare ancora di più la periferia nord e per avviare tutte le indagini del caso. A riguardo, a rompere il silenzio, ci ha pensato il consigliere comunale di minoranza Tonino Scala: «L'ennesimo atto ignobile perpretato ai danni dei cittadini del Rione Cmi, che già hanno subito danni irreversibili per oltre cinquant'anni. Prima l'amianto, poi aspiratori posizionati di fronte alle palazzine dell'isolato 1, poi vasche a pochi metri da una scuola materna, poi amianto interrato e ora rifiuti, non si sa ancora di quale natura, tra le macerie di un'industria che ha pesato, e lo continua a fare, sulla salute, sulla vita, sulle esistenze di intere generazioni tarpando le ali e il futuro. Ho iniziato lì, su quelle lotte, i miei passi in politica. Ricordo le prime assemblee quando anche gli stessi operai, per paura di perdere il lavoro, sottovalutano il fenomeno. Sul tavolo una pistola e una scelta: lavoro o salute? Poi i primi morti, non solo gli operai, ma le mogli che lavorano gli indumenti di lavoro, poi casi atipici di asbestosi, e poi e poi... Fino ad arrivare ai giorni nostri dove l'Avis continua a mietere vittime. Bisogna fare presto. Bisogna bonificare e progettare il futuro che passa da queste parti e non può essere cemento e abitazioni. Di qui passa il futuro che si costruisce oggi».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il consigliere di opposizione Andrea Di Martino: «Un plauso va al reparto dei Carabinieri che è intervenuto a tutela della città e del quartiere CMI. Sono mesi che sto denunciando ciò che accade nell'area Avis. Nell'ultimo consiglio comunale ho evidenziato che sull'area si erano concentrate le attenzioni di imprenditori del settore rifiuti, non tacendo nomi e cognomi, come sono solito fare, assumendomi fino in fondo la responsabilità di cio che dichiaro. Ora i Carabinieri hanno confermato i miei timori. Urge una accelerazione dei programmi urbanistici su quella zona della città. Costruendo un disegno urbanistico unico da foce Sarno all'hotel Miramare, che ricomprenda la riqualificazione del quartiere CMI e la destinazione di tutte le aree dismesse dal processo di deindustrializzazione. In questo quadro va inserito il progetto di Marina di Stabia che va completato celermente. La politica non può sottrarsi al governo dei processi territoriali altrimenti saranno gli interessi di parte a governare il territorio».
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