Clima sempre più teso a Castellammare di Stabia, dove l’ultimo Consiglio comunale si è trasformato in un duro terreno di scontro politico. I consiglieri di minoranza, attraverso un comunicato congiunto, denunciano un episodio che definiscono “non solo spiacevole, ma emblematico di un nervosismo politico degenerato in arroganza istituzionale”.
Al centro della polemica, il mancato raggiungimento del numero legale, causato – secondo la minoranza – dall’assenza di esponenti della stessa maggioranza. Un passaggio tutt’altro che tecnico, ma “un fatto politico grave” che avrebbe innescato una reazione dai toni accesi.
Nel mirino delle opposizioni finisce il consigliere Vincenzo Ungaro, accusato di aver utilizzato espressioni offensive nei confronti dei consiglieri di minoranza, arrivando a definire “bovina” la loro uscita dall’aula. Una frase che, secondo i firmatari del comunicato, rappresenta “il riflesso di una frustrazione politica mal gestita” e non un semplice eccesso verbale.
La critica si fa ancora più dura considerando il ruolo istituzionale ricoperto da Ungaro, già presidente del Consiglio comunale e attuale vicepresidente. “Una figura che dovrebbe garantire equilibrio e rispetto delle istituzioni – si legge nella nota – non può scivolare in una dialettica da piazza”.
La minoranza rivendica di aver sempre mantenuto un linguaggio rispettoso, anche nei momenti di maggiore tensione politica, evitando attacchi personali o espressioni offensive. “La politica – sottolineano – deve restare confronto, anche duro, ma mai insulto”.
Nel comunicato non manca un affondo politico più ampio, con riferimenti a una maggioranza descritta come fragile e in difficoltà, incapace di garantire la propria tenuta. In questo contesto, l’aggressività verbale viene interpretata come “un segnale di debolezza, non di forza”.
Per questo motivo, i consiglieri di minoranza chiedono formalmente al consigliere Ungaro di porgere scuse pubbliche e ufficiali. “Non si tratta di una questione personale – precisano – ma del rispetto dovuto alle istituzioni e ai cittadini”.
Secondo le opposizioni, le parole pronunciate avrebbero superato il limite del confronto politico, finendo per offendere non solo i rappresentanti della minoranza, ma anche una parte significativa della cittadinanza.
La richiesta è chiara: ristabilire un livello minimo di civiltà istituzionale, considerato indispensabile per il corretto funzionamento della vita democratica della città.