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Castellammare - Scioglimento, Cimmino e gli ex amministratori convocati per il 5 luglio. 14 a rischio incandidabilità

Nella relazione sono coinvolti 14 ex amministratori nella rete di relazioni con le consorterie, ma la proposta di scioglimento non reca menzione degli amministratori responsabili.

tempo di lettura: 2 min
01/06/2022 08:21:43
Castellammare - Scioglimento, Cimmino e gli ex amministratori convocati per il 5 luglio. 14 a rischio incandidabilità

La proposta di scioglimento non reca espressa menzione degli amministratori responsabili, ma la relazione prefettizia mette in evidenza la “rete di rapporti parentali e frequentazioni che lega alcuni di questi con esponenti delle locali consorterie”. Sulla base di questi presupposti la I sezione civile del tribunale di Torre Annunziata ha notificato la convocazione in camera di consiglio per il prossimo 5 luglio per alcuni amministratori, incluso il sindaco uscente Gaetano Cimmino. Non è da escludere che la convocazione possa essere un preludio delle procedure mirate a valutare se sussistono profili di incandidabilità per gli ex amministratori coinvolti nella relazione, ben 14, individuati nella relazione prefettizia richiamata nella proposta di scioglimento del ministero dell’Interno, che lo scorso 21 marzo ha trasmesso gli atti al presidente del tribunale di Torre Annunziata. “Si tratta di un procedimento connesso al detto decreto. Nutro massima serenità e assoluta fiducia nella giustizia: la stessa che ha guidato, in questi mesi e in queste settimane l'operato volto, insieme ai legali, ad elaborare il ricorso. Ricorso che va a tutelare la cittadinanza di Castellammare tutta” sostiene il sindaco uscente Gaetano Cimmino, che attende oggi l’esito della prima udienza al Tar del ricorso presentato da lui ed altri 19 ex consiglieri e assessori in merito allo scioglimento del consiglio comunale.

«Mai visto un numero così elevato di ineleggibilità, per 10 anni, nella storia degli scioglimenti per mafia - è il commento dell'ex consigliere comunale Tonino Scala - C'è poco da gioire. Bisogna riflettere, dovrebbe essere una riflessione collettiva, si parla di eletti, con preferenza. La vicenda con si risolve con un po' di populismo a buon mercato. Un po' di sobrietà, intelligenza e voglia di ricostruire, tutto, in modo serio. La cosa che più mi fa accapponare la pella, al di là del provvedimento richiesto, è che, per gran parte della città, lo scioglimento è passato come un fatto ordinario, una cosa come tante. È mancata la giusta indignazione. C'è tanto, ma tanto da lavorare».

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