Inevitabili, dopo i 5 nuovi contagi al San Leonardo, le critiche dei sindacati e della politica locale sull’emergenza che sta riguardando il nosocomio stabiese.
«Arrivati a questo punto è necessario che si avvii urgentissimamente, attraverso gli organismi competenti, una operazione "S. Leonardo operazione verità"». A chiederla è Gennaro Iovino, coordinatore territoriale della FIALS, sindacato di categoria. Una operazione che «senza guardare in faccia a nessuno, senza fare sconti a chi che sia, deve colpire eventuali responsabilità palesi ed incontrovertibili senza via di scampo» tuona Iovino che parla di un «ciclone che si è abbattuto sugli operatori del S. Leonardo, quando ieri sera sono arrivati gli esiti dei tamponi, dove altri operatori sono risultati positivi al Covid-19 e guarda caso tutti nel Blocco Operatorio».
Per Iovino, i nuovi contagi sono da ascrivere «unicamente a responsabilità ben precise quali: irresponsabilità, impreparazione, trascuratezza e non senso del dovere, per aver violato e non applicato i dovuti protocolli. Ancora una volta a pagare sono i lavoratori, che nonostante la loro professionalità, l'abnegazione e l'attaccamento al proprio lavoro pagano per la disattenzione degli altri. Ai lavoratori colpiti va tutta la nostra solidarietà, la nostra stima, il nostro conforto unitamente ai propri familiari. Chiediamo alla Direzione Generale di accelerare, di colpire eventuali responsabilità che hanno causato tutto ciò, applicando urgentissimamente quanto previsto con l'allontanamento di determinati personaggi come dettate dalle normative vigenti, e di procedere con la massima urgenza, attraverso una calendarizzazione, ad effettuare i tamponi a tutto il personale così come già richiesto precedentemente».
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di Liberi e Uguali. «Il San Leonardo non ci dà pace – commenta Tonino Scala - Altri cinque casi covid tra operatori sanitari, sei se aggiungiamo anche anestesista. Una volta sono le disfunzioni, altra volta negligenze, altra volta ancora mancanza di protezioni, altra volta ancora mancanza di separazione di percorsi, altra volta l'errore umano. Resta il fatto che trattasi di focolaio e poco importa il motivo. I cittadini devono essere sicuri quando entrano nel nosocomio colonna portante dell'ASLNA3 chiediamo solo questo da inizio pandemia e non solo. Continueremo a chiederlo con forza anche se qualcuno storcerà il naso. Mi interessa poco difendere questo o quello, va difesa la salute, va difesa la città. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza visto che con tutti i mezzi a nostra disposizioni non riusciamo a venirne a capo».
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