«Pronto soccorso del San Leonardo equivalente ad un ospedale da campo e da terzo mondo». Così i sindacati Fials e NursingUp in una lettera indirizzata al direttore generale del nosocomio stabiese ed ai vertici dell’ASL Na 3 Sud in cui chiedono «una inversione organizzativa etc. da quella attuale».
«Ripetute volte, e con cadenza mensile, abbiamo denunciato le gravissime carenze gestionali, organizzative, strutturali, nonché carenza di personale medico, infermieristico ed O.S.S. del Pronto Soccorso – ribadiscono - Al di là dell’impegno profuso dal Direttore Sanitario Dott. Marziani, per la riorganizzazione e il rilancio del San Leonardo con risultati che palesemente sono sotto gli occhi di tutti, occorre dare una inversione di tendenza organizzativa da quella attuale che assolutamente non va, anche in considerazione che tra il personale del Pronto Soccorso è iniziata una vera e propria guerra dei poveri. Non intendono nella maniera più assoluta iniziare una guerra tra personale del Pronto Soccorso, personale della M.D.U. e personale che lavora in condizioni disagiate anche in altre unità organizzative. Il Dott. Marziani sa benissimo in che condizioni lavorano i dipendenti del pronto soccorso, condizioni a dir poco vergognose in contrasto palesemente con le normative vigenti che regolano la materia. Così come conosce benissimo come viene accolto l’ammalato che sosta in Pronto Soccorso la cui sosta si protrae fino a quattro giorni. I casi di malasanita’ non possono essere scaricati sempre e solo sul personale infermieristico, medico e o.s.s.».
Fials e NursingUp chiedono quindi che venga attivato un tavolo di trattative con le sigle sindacali «per ricercare, con la collaborazione di tutti, soluzioni idonee che non possono essere più quelle attuali. E’ necessario ridare ai lavoratori ciò che a loro giustamente spetta e cioè dignità, professionalità e moralità».
Nel frattempo hanno proclamato lo stato di agitazione, preannunciando assemblee nei luoghi di lavoro e coinvolgendo il Sindaco della città di Castellammare di Stabia, le forze politiche e le associazioni.
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