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Castellammare - Ritirate le dimissioni, Cuomo attacca la Tartaglione e la stampa

Il sindaco ammette di avere solo 11 consiglieri. Ringrazia Pane e strizza l'occhio a Mercatelli. Cuomo: "Io come Falcone". E su Terme annuncia lo sciopero della fame.

tempo di lettura: 6 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
05/05/2015 14:22:11
Castellammare - Ritirate le dimissioni, Cuomo attacca la Tartaglione e la stampa

Nicola Cuomo

"Ho avuto il coraggio di guidare il Pd dopo l'omicidio Tommasino e di affrontare le primarie alle ultime elezioni, non mi fermerò ora. La città ha bisogno di un'amministrazione onesta e capace". Con queste parole il sindaco Nicola Cuomo ha confermato il proprio ruolo di guida politica di Castellammare di Stabia. Nella giornata di ieri, alla presenza del vicesindaco Auricchio, degli assessori Cianciulli e Sanges e dei 7 consiglieri comunali Avitabile, Migliardi, Somma, Verdoliva e Zingone in quota Pd oltre a Raimo e Sabatino, il primo cittadino ha ufficialmente ritirato le proprie dimissioni restando così al comando di Palazzo Farnese. "Venti giorni or sono ho rassegnato le dimissioni perché non potevo più contare su una maggioranza tale da poter governare rispettando i programmi della campagna elettorale - ha spiegato dopo aver elencato i progetti portati avanti dalla propria amministrazione -, mi sono così preso il giusto tempo per riflettere esclusivamente per il bene della città da me ereditata nel 2013 in un frangente delicatissimo. Ebbene, le distanze tra me e chi appoggia i miei ex sostenitori Corrado e Iovino, anziché ridursi, in queste settimane sono divenute incolmabili. Dopo non essersi dimostrati in grado di gestire le aree di competenza affidate loro, queste due persone hanno abbandonato il nostro progetto muovendo al sottoscritto sterili accuse condite da un'arrogante richiesta criptata di ancor più potere in cambio di un loro rientro nella maggioranza. In questi giorni mi è tornato alla mente il giudice Falcone che fu costretto a lasciare Palermo per il veleno dei famosi corvi. Non voglio essere blasfemo, ma mi sento proprio come lui essendo circondato da ex membri della mia coalizione che attendono unicamente di tagliarmi fuori dalla scena politica unitamente all'opposizione. Ringrazio i consiglieri del Pd Avitabile, Migliardi, Somma, Verdoliva e Zingone che di Corrado e Iovino hanno sottolineato nei giorni scorsi la profonda incoerenza. E io, allo stato dei fatti, non intendo minimamente accettare alcuna richiesta da parte di queste due persone in cui non nutro più la minima fiducia. Non si trovano in una condizione migliore i consiglieri di Sel che hanno abbandonato la maggioranza dopo il dissesto da noi votato e da loro considerato un atto discrezionale e sciagurato, continuando poi a mantenere tale posizione di distacco anche dopo che il Tar di Napoli lo ha giudicato una determinazione vincolata dalla legge e dunque in nessun caso dipendente dalla discrezionalità dell'ente che lo dichiara. In particolar modo, il Comune di Castellammare di Stabia non disponeva nel dicembre 2013 neanche dei fondi per pagare i propri dipendenti e gestire servizi fondamentali come la raccolta rifiuti. Dichiarare il dissesto era dunque un obbligo. Al momento, nonostante tali atti ufficiali più che mai trasparenti, la coalizione di centrosinistra uscita vincitrice dalle ultime elezioni non dispone della maggioranza in consiglio comunale, mi affido dunque ai consiglieri ricompattati dal commissario stabiese del Pd e segretario provinciale Venanzio Carpentieri che in questi giorni ha incontrato L'Italia dei Valori e le liste civiche. A questo punto, dopo aver ricevuto la richiesta di ritirare le dimissioni, posso solo intraprendere un discorso con gli uomini di buona volontà del centro e delle liste civiche per ritrovare la maggioranza non essendo possibile alcun discorso di sorta con Forza Italia. Delle liste di centro il solo Pane ha mostrato con coraggio stima verso l'operato della mia amministrazione schierandosi a nostro favore per l'interesse della città. Lo ringrazio pubblicamente ancora una volta andando contro ai transfughi della mia maggioranza che a dicembre mi avevano chiesto di stringere con lui accordi sottobanco per poi sbeffeggiarlo in pubblico una volta scampato il pericolo. Tutti gli altri consiglieri di centro e delle liste civiche, eccetto Giuseppe Mercatelli, sembra che si siano stretti intorno alla figura di Luigi Greco di Scelta Civica da cui mi sono sempre tenuto distante, distanze ricambiate dallo stesso Greco. Nonostante la situazione non semplice del consiglio comunale, tanti cittadini, la polizia municipale, l'associazione commercianti, le liste civiche del consigliere Melisse, l'Idv e tanti altri mi hanno confermato in queste ore la propria fiducia chiedendomi di ritirare le dimissioni per il bene di Castellammare. A tutti dico che ho avuto il coraggio di prendere le redini del Pd dopo l'omicidio Tommasino, di organizzare le primarie nei mesi antecedenti le ultime amministrative e di vincere le elezioni contro il Presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo, ho dunque oggi (ieri, ndr) anche il coraggio di ritirare ufficialmente le dimissioni nonostante sembri che tutto sia perso. Sia chiaro, la mia scelta non è dettata dalla bramosia di ricoprire questo ruolo tanto prestigioso o dal desiderio di riscatto contro chi sognava la mia fine politica, bensì dal bisogno della città di Castellammare di Stabia di poter contare su amministratori onesti e capaci. Da buon cristiano sono anche pronto a perdonare chi ancor oggi mi rema contro lanciandomi invettive tanto velenose quanto sterili, non dimentico infatti che San Paolo prima di essere un martire fu un persecutore dei cristiani. Ritiro le dimissioni perché un commissario, all'oscuro dei problemi della città, faticherebbe enormemente nel gestire le tante esigenze primarie sino alla prossima tornata elettorale. E, soprattutto, resto in carica per non infrangere quel sogno che tanti cittadini hanno cullato con noi appena due anni fa. Chiedo dunque ai membri dell'assise stabiese di buona volontà di sostenere nel giorno della votazione del bilancio 2014 la mia amministrazione che ora si basa su soli 11 consiglieri comunali. Solo dopo ci si potrà concentrare sugli altri progetti del nostro programma". D'obbligo un passaggio su Terme di Stabia. "Le mie dimissioni - ha sottolineato Cuomo - erano state dettate anche dal voler lanciare un grido d'allarme al Governo sulla questione Terme. Sono invece riuscito ad ottenere solo un incontro con il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e la promessa di un tavolo tecnico a breve da parte dell'Assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi. Ho invece atteso invano per oltre 40 giorni che il segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione, da me sostenuta alle Parlamentarie, mi facesse avere un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri De Vincenti. Tutto tace perché il sistema attuale premia la cerchia di persone vicine al potere anziché gli eletti dal popolo, spero dunque che il Presidente Renzi riesca a riformare una legge elettorale di cui abbiamo davvero bisogno. Ed è proprio a Renzi che spero di far arrivare la mia voce. Nel frattempo, avendo evidenziato che a nulla sono valse le mie dimissioni, dichiaro che da oggi inizierò lo sciopero della fame che continuerà finché la Regione non troverà una soluzione per il sostegno al reddito dei lavoratori e il Governo nazionale non si sarà dichiarato disponibile ad un incontro in qualsiasi momento e in qualsiasi sede per affrontare la questione Terme. Sono convinto che con un minimo aiuto economico e professionale da parte di Regione e Stato, si potrà completare l'intero iter per rilanciare l'attività termale attraverso la privatizzazione della stessa tenendo ben separato il patrimonio della Sint da quello dell'azienda". L'ennesimo grido d'allarme, stavolta in pieno stile "Pannelliano", è stato lanciato. Ed è proprio il caso di dire "chi vivrà, vedrà".

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