Il tempo stringe ea Castellammare di Stabia si avvicina una scadenza cruciale: il 29 aprile termina il mandato della commissione d’accesso incaricata di verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nella macchina amministrativa. E, a oggi, non sarebbe stata avanzata richiesta di proroga.
La normativa consente infatti un’estensione di ulteriori tre mesi, ma questa possibilità, almeno finora, non sarebbe stata esercitata. Una scelta che, negli ambienti istituzionali, viene letta come il segnale di un quadro già sufficientemente definito per arrivare alle conclusioni.
Un copione che si è già visto nei territori vicini. A Sorrento l’attività ispettiva si sarebbe chiusa in tempi rapidissimi, poco più di tre settimane, mentre a Torre Annunziata sarebbero bastati tre mesi. In entrambi i casi, le relazioni sarebbero state trasmesse al Ministero dell’Interno, aprendo la strada alle valutazioni finali.
Castellammare resta dunque l’ultimo tassello di un mosaico più ampio. Nelle ultime settimane, secondo quanto trapela, la commissione avrebbe intensificato il lavoro, accelerando la raccolta degli elementi e ampliando il raggio delle verifiche.
Un’attività che lascia intendere come la fase istruttoria sia ormai alle battute finali. L’assenza di una richiesta di proroga, a ridosso della scadenza, rafforza l’ipotesi che la situazione sia già in fase di definizione.
Restano ora due possibili scenari: da un lato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, dall’altro l’adozione di misure correttive e prescrizioni.
Una decisione spetterà al Viminale, che dovrà valutare gli esiti dell’attività ispettiva e proporre eventualmente lo scioglimento al Consiglio dei ministri. Fino ad allora, il clima in città resta sospeso, in attesa di un passaggio destinato a segnare in modo profondo il futuro amministrativo di Castellammare.
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