Il rischio idrogeologico non è al centro degli interessi dell'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. La riunione di ieri in Prefettura ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutti i Comuni interessati dal dissesto idrogeologico, ma il sindaco di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo e l'assessore all'Ambiente Francesco Balestrieri si sono presentati in ritardo, evidentemente troppo coinvolti dalle vicende interne all'amministrazione per districare la matassa di una crisi politica che ha poco a che fare con le tematiche da affrontare e appare basata piuttosto su una mera spartizione di poltrone. Alla presenza dei comandi provinciali delle forze dell'ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco ed Esercito) e del vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, il Prefetto di Napoli Carmela Pagano ha indicato la Città Metropolitana e gli Enti Parco Nazionale del Vesuvio e Parco Regionale dei Monti Lattari quali interlocutori ideali per avviare un tavolo tecnico di coordinamento tra i Comuni coinvolti dall'emergenza incendi che ha devastato la Campania, accentuando la componente di rischio sul territorio. Un problema, tra l'altro, aggravato dall'azione dell'uomo, dato che la progressiva urbanizzazione, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità territoriale. Il Comune di Castellammare è assente ingiustificato finora sulla materia del rischio idrogeologico e non è un caso che la recente iniziativa dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari abbia visto coinvolti esclusivamente i rappresentanti dei Comuni di Vico Equense e Meta, con i quali il presidente Tristano Dello Joio ha messo in atto un tavolo tecnico per la pianificazione e la calendarizzazione degli interventi da effettuare per prevenire il rischio frane. Ma l'operazione coinvolgerà anche il versante stabiese, dato che, con la collaborazione dell'Ente Parco e della SMA Campania, saranno effettuate la pulizia e la manutenzione dei canali di scolo e delle vasche borboniche, attualmente ricolme di detriti e non adeguate a contenere i flussi di acqua e fango che, scorrendo sullo strato di cenere che impermeabilizza i terreni, potrebbero mettere a repentaglio il centro antico. La politica degli annunci avviata dall'amministrazione comunale, dunque, va a sbattere contro una realtà che vede il Comune assente persino nell'interlocuzione con la Regione, la quale dopo l'estate di fuoco ha deciso finalmente di finanziare gli interventi sui territori di competenza per porre rimedio, almeno a breve termine, alla minaccia che incombe sulla città.
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