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Castellammare - Rinascere dalle ceneri, le 'considerazioni' di Salvatore Vozza

«La situazione è difficile e complicata e va affrontata con serietà».

tempo di lettura: 37 min
25/01/2016 15:43:44
Castellammare - Rinascere dalle ceneri, le 'considerazioni' di Salvatore Vozza

«La situazione è difficile e complicata e va affrontata con serietà, poiché il rischio vero è che si spezzi il legame e il senso di appartenenza tra i giovani e la nostra comunità; una comunità ricca di storia, di tradizioni, ma anche, ed è questo il punto, di occasioni favorevoli da cogliere per creare opportunità e dare risposte».
Questo il commento con cui l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, introduce un lungo documento che titola "mie considerazioni" su come far rinascere la città dalle ceneri.

Eccolo:

La città di Castellammare è nelle condizioni che tutti conosciamo. Va, via via, prendendo corpo e consistenza – e non su una singola questione (le strade sporche oppure le terme chiuse) la convinzione che il destino della città sia segnato e che ormai non si possa fare più niente.
Delusione, rabbia, voglia di scappare o, al più, un pericoloso senso di assuefazione, assieme ad un giudizio severo sui partiti e sulla politica, costituiscono gli aspetti prevalenti che inducono a una scarsa propensione a scendere in campo, a partecipare, a vincere la rassegnazione.
Questo quadro, che evidenzia anche comportamenti aspri e inediti, tali tuttavia da mettere in crisi i partiti e il vecchio modo di fare politica, trova conferma nel fatto che un numero sempre crescente di persone sceglie di non andare a votare.
Le tensioni sociali che si stanno accumulando, legate alla crisi delle attività produttive, alla perdita di posti di lavoro (basti citare la crisi di Fincantieri, delle Terme, dell’Avis, dell’ex Stabia Porto, dell’Acetosella, delle attività commerciali e del turismo), la mancanza di sbocchi occupazionali per i giovani, descrivono una città in bilico, che corre il serio rischio di scivolare ancora più in basso.
La situazione è difficile e complicata e va affrontata con serietà, poiché il rischio vero è che si spezzi il legame e il senso di appartenenza tra i giovani e la nostra comunità; una comunità ricca di storia, di tradizioni, ma anche, ed è questo il punto, di occasioni favorevoli da cogliere per creare opportunità e dare risposte.
Ma per farlo dobbiamo parlarci chiaro, superando conflitti e polemiche sulle responsabilità.
Che cosa concretamente dobbiamo fare per non ricadere negli stessi errori?
INDIVIDUO ESSENZIALMENTE QUATTRO ASPETTI:
 Un programma concreto con interventi immediati e che prospetti anche una visione, una strategia per la città, con soluzioni e proposte attuabili e verificabili.
 La capacità di mettere in campo un piano per uscire dal dissesto, attivando risorse pubbliche e private e utilizzando tutte le possibilità che l’Europa, le leggi e i programmi nazionali e regionali mettono a disposizione, anche favorendo lo stesso rapporto tra pubblico e privato.
 La riforma della macchina comunale, puntando decisamente sulla necessità di organizzare un Comune moderno, in grado di aiutare i cittadini, di gestire correttamente le risorse pubbliche, di attrarre nuovi investimenti.
La nascita di un’alleanza democratica per Castellammare.
INTERVENIRE SULLA QUOTIDIANEITA’
Abbiamo bisogno, però, per la stessa credibilità della proposta di rilancio della città, di dimostrare che intanto da subito si possono risolvere i problemi che creano disagi quotidiani: intervenire immediatamente sulla viabilità, ridurre l’inquinamento e migliorare la gestione integrata del ciclo dei rifiuti, sistemare il verde e l’arredo urbano, non trascurando chiaramente la rigenerazione e riqualificazione dei quartieri periferici, ma per farlo è necessario dapprima il riassetto della polizia locale e della macchina comunale,
Intervenire subito, dunque: la cura della quotidianità è una scelta strategica, spesso in passato relegata in posizione marginale rispetto alle priorità nell’azione di governo
Bisogna pertanto approvare un piano entro fine giugno che contempli queste necessità. È un obiettivo perseguibile e che rappresenterebbe un modo concreto per dimostrare ai più che le cose si possono fare.
LE COSE SONO DIFFICILI? SÌ, MA NON PARTIAMO DA ZERO.
Non partiamo da zero perché l’adeguamento del Piano Regolatore al Put, il DOS, il programma Più Europa, il lavoro fatto con l’Università sul Centro Antico e per la tutela del fronte sorgentizio e del bacino idrogeologico, quello con il Commissariato per il Sarno, il programma dell’housing sociale connesso alla riqualificazione del quartiere Savorito, rappresentano i caratteri fondativi e caratterizzanti di una visione strategica per l’area stabiese: Castellammare ha, dunque, già programmi e progetti concreti.
In realtà l’elenco sarebbe ancora più ricco e articolato, ma ho voluto ricordarne alcuni solo per confermare, sulla base di fatti certi, che lavorando con tenacia tante cose rimaste nei cassetti possono, nonostante i ritardi accumulatisi, essere tirate fuori e realizzate. Certo occorrerà ridiscutere, rivedere alcune scelte, correggerne altre, arricchirle con nuove idee e contributi, ma sono tutti progetti realizzabili nel breve periodo.
LE COSE DA FARE NEL MEDIO E LUNGO PERIODO
Trasformazione urbana e sviluppo sostenibile: questi i due binari da percorrere per cambiare Castellammare, via verso il cambiamento da condividere con l’intera comunità. Tutti dovranno sentirsi parte del progetto comune, partecipando alla elaborazione di proposte, alla definizione delle linee strategiche per lo sviluppo della città e più in generale del territorio.
Per questo occorre una Casa Comune che sappia ascoltare i problemi e le proposte delle varie realtà associative, ma anche dei singoli e delle singole cittadine, che si schieri sul tema della ripubblicizzazione dell’acqua e del no netto alla Gori, sul tema della trasparenza, della legalità, della ferma lotta alla camorra.
A tal fine propongo che si svolga nei giorni
28.29.30 ottobre un’
Assise cittadina per definire il Progetto per la Rinascita della nostra città
preceduta da incontri con tutte le forze sociali e dell’associazionismo , con i quartieri, con le scuole e che si concluda con la nomina di un gruppo di lavoro permanente con il compito di collaborare con il Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta, di monitorare l’attuazione del Progetto per la Rinascita, di riconvocare momenti pubblici di confronto e di discussione.
All’Assise bisognerà arrivare predisponendo delle intese con i soggetti interessati su alcuni temi:
 Piani e investimenti per tutelare e sviluppare il nostro patrimonio industriale (da Fincantieri al sistema delle piccole e medie imprese e tra queste quelle legate all’indotto; dalle Terme alla Meridbulloni). Fondamentale per fare questo sarà il rapporto con i lavoratori, i sindacati, le imprese e la Regione.
 Misure per il rilancio del Commercio, concordate con le associazioni del settore; per i commercianti, il Comune deve essere un interlocutore istituzionale costante e credibile. Sottoscrivere coi commercianti un Patto per il Commercio, al fine di sostenere il commercio di vicinato e promuovere Castellammare come città dello shopping. Rafforzare le attività di contrasto al racket.
 Iniziative per valorizzare e incrementare il sistema alberghiero. Dobbiamo puntare, discutendo con gli operatori, decisamente a raddoppiare nei prossimi 5 anni il numero di posti letto della nostra città. Per il rilancio del turismo e ovviamente dell’occupazione la capacità di accoglienza è fondamentale.
 Ricostruzione di una strategia per le politiche sociali coinvolgendo tutti i soggetti interessati. La crisi ha fatto emergere nuove povertà e nuovi bisogni. Il Comune non può farcela da solo, in carenza di politiche nazionali e regionali, ma può spendere meglio le risorse di cui dispone definendo con trasparenza le priorità attraverso la realizzazione di un progetto per il sostegno a scuole, famiglie e giovani laureati
RIPRENDERE A PROGRAMMARE
Riprendere la programmazione avviata, smarrita tra incapacità, ritardi, timidezze, perdite di finanziamenti. Uno strano destino sembra pesare sulla nostra città per il numero di opere pubbliche incompiute, mal progettate o oggetto di contenzioso (Stimmatine, Casa del fascio, via De Gasperi e l’ultimo regalo della Villa Comunale).
Le società del Comune poi hanno continuato a rappresentare un peso e occasioni per ruberie (cito solo l’incredibile vicenda delle Multiservizi con un buco in bilancio che sfiora i 40 ml di €).
A questi nostri limiti, si sono aggiunte anche le difficoltà derivanti dalla crisi che sta vivendo l’economia mondiale. Gli effetti della crisi hanno fatto emergere i problemi già esistenti nel nostro Paese e accentuato le debolezze storiche del Sud. I dati della disoccupazione, delle attività produttive chiuse risultano molto chiari e indicativi. Sono vicende che hanno pesato anche su settori produttivi della nostra città.
TRE esempi:
Fincantieri, Terme e Patrimonio artistico e culturale.
Il Cantiere
La crisi finanziaria internazionale è sì generata delle nuove dinamiche che influenzano lo sviluppo del traffico mondiale via mare, ma anche dalla mancanza, a livello nazionale, di un piano di settore e investimenti adeguati, ha investito l’intero sistema economico nazionale e, conseguentemente, il comprensorio Torrese – Stabiese, coinvolgendo l’intero sistema produttivo, ed in particolare quello della cantieristica e metalmeccanico.
Per fronteggiare tale crisi e per il rilancio dell’intera area, da subito e con atti concreti è necessario che Governo e Regione confermino gli impegni assunti sulle commesse e finanziamenti occorrenti.
L’incontro che si è svolto nei giorni scorsi in sede ministeriale ha aperto spiragli che sarebbe sbagliato sottovalutare. È urgente quindi, che insieme ai lavoratori, si schieri la Città, come del resto sempre ha fatto nel passato, perché si dicano cose chiare sul rilancio del nostro Cantiere.
Abbiamo già subito in questi anni fortissimi tagli occupazionali: adesso è il momenti d’ invertire la rotta.
I lavoratori in questi anni hanno fatto sacrifici, accettato accordi che prevedono maggiore flessibilità e, dopo tutto ciò, sarebbe una beffa nei loro confronti e della città, non rispettare le intese raggiunte a tutti i livelli.
Parlare di futuro per Fincantieri vuol dire inevitabilmente realizzare il bacino di costruzione, opera necessaria per la vita del cantiere e del suo indotto.
La triste storia delle Terme.
Tantissimi errori nostri, di noi sindaci che abbiamo avuto la responsabilità di guidare la città. L’errore più grande, anche in questo caso, è stato quello di non aver spinto sul Governo affinché intervenisse con misure adeguate rispetto alla crisi e ai cambiamenti che stavano investendo il settore termale e del benessere. Ma ha pesato il fatto che non siamo riusciti a terminare il processo di privatizzazione, che siamo stati timidi nella scelta della riduzione dei costi, nella modifica del sistema dei servizi e di accoglienza dei clienti .
Negli anni sono state tolte agevolazioni per alcuni dipendenti pubblici, introdotto i tickets, tagliato le risorse,comprese quelle per l’FKT. Tutti aspetti che hanno dato un colpo di 4-5 mldi € al bilancio delle terme in termini di fatturato.
Questa la sommaria descrizione di alcune cause, ma come si affronta e con quali soluzioni il tema per far ripartire le Terme è la sfida vera su cui ci dobbiamo confrontare
La prima domanda da porci è: possiamo farcela da soli? La risposta: penso di no!
Il primo passo consiste nel realizzare un’intesa con Regione, Invitalia, al fine di predisporre un piano di rilancio e la costituzione di una nuova società. Un’intesa basata su pochi ma chiari punti:
 realizzare insieme all’ASL un centro per la riabilitazione alle Nuove Terme. L’albergo delle terme, da non vendere, deve rappresentare, insieme alle strutture alberghiere esistenti, un punto qualificante per incrementare l’offerta di posti letto.
 creare nella parte concernente il Centro congresso e il Parco, una struttura multifunzionale legata al settore congressuale, multimediale, dello spettacolo, ampliando la parte legata alle attività sportive.
 riaprire le antiche terme, riportando nel centro antico le attività termali classiche; dando così, insieme con altri progetti, nuovo impulso alla rinascita di questa parte fondamentale della città.
 definire, come atto prioritario, un accordo sindacale che preveda una rivisitazione delle mansioni; un protocollo d’intesa sui livelli occupazionali che predisponga una riduzione della spesa del personale con l’introduzione del lavoro stagionale in una prima fase e successivamente, attraverso il diritto di precedenza, un’occupazione via via più stabile perché, con investimenti mirati, a Castellammare può essere rilanciata l’identità termale della città. Infine, un piano di prepensionamenti incentivato;
 ottenere, sia per le nuove Terme sia per le Antiche, che la Regione realizzi i progetti esistenti delle due stazioni della Circumvesuviana: Castellammare centro, che prevede il collegamento con le Nuove terme, e quella delle Antiche Terme.
Lavorare con impegno, considerato che la nuova amministrazione potrà insediarsi a fine Giugno 2016, per definire le procedure con la Regione e Invitalia per il coinvolgimento dei privati con l’obiettivo di:
 aprire le Antiche Terme per la stagione 2017. Sarà necessario fare subito dei lavori, perché nel frattempo la struttura è stata in parte vandalizzata.
 puntare nel corso del 2017 a far partire le prime attività coerenti con l’ipotesi di rilancio del complesso delle Nuove Terme.
Occorre fare presto per non perdere le concessioni delle acque, per recuperare il livello di prestazioni che erano effettuate nel passato; per recuperare l’utenza che nel frattempo si è rivolta ad altre stazioni termali.
Valorizzare e sviluppare il patrimonio culturale e artistico del territorio.
L’obiettivo, dedicato alla valorizzazione e allo sviluppo del patrimonio culturale ed artistico del territorio, promuove una cultura viva basata innanzitutto sulla preservazione del patrimonio storico architettonico.
Il sistema culturale stabiese si fonda prevalentemente su tre “asset”:
 Parco Archeologico dell’antica Stabiae;
 Palazzo Reale di Quisisana, da intendersi anche quale “contenitore multifunzionale”;
 rete civica museale (Polo museale).
Il sistema così delineato rappresenta un esempio di offerta culturale integrata in un contesto ambientale, paesaggistico, enogastronomico e turistico di pregio; una sorta di “triangolo turistico - culturale” ai cui vertici troviamo Pompei e l’area vesuviana, Sorrento e la sua penisola e il Parco regionale dei Monti Lattari.
Il patrimonio culturale stabiano va fatto pienamente rientrare nel sistema di offerta imperniato su “Pompei ed Ercolano” sito Unesco dal 1997.
Elementi cardine di questo sistema sono:
l’archeologia dell’antica Stabiae
 le ville romane di Stabiae: va creato il parco archeologico e il sito di Stabiae deve rientrare nella lista del patrimonio UNESCO che nel 1997 comprese Pompei, Ercolano e Oplontis;
 la raccolta museale di reperti d’epoca preromana, di affreschi ed oggetti romani e paleocristiani del Museo del Palazzo Reale di Quisisana, tra le più ricche esistenti nell’area dopo quella del Museo Archeologico Nazionale di Napoli;
 Ipogeo paleocristiano di Grotta San Biagio (sec. VI-XIV) e area cimiteriale paleocristiana al di sotto del Duomo (sec. II-VIII).
il Palazzo Reale di Quisisana sede de:
 il Museo archeologico di Stabiae, da istituire subito, firmando la convenzione predisposta dalla Soprintendenza Pompei: il primo passo è il trasferimento alla Reggia di tutti i reperti dell’Antiquarium che non possono più restare nei locali di via Marco Mario per ragioni di conservazione.
Poi, assieme alla Soprintendenza Pompei e al Mibact si dovrà bandire subito un concorso internazionale per progettare e allestire il Museo archeologico. A tal fine va promossa una stretta collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli (oggi dotato di autonomia) e con il Polo museale regionale della Campania;
 la Scuola di Atene e Pompei per l’alta formazione in archeologia e restauro, annunciata dal ministro Franceschini ad aprile 2015, un istituto di livello internazionale attivabile utilizzando i fondi dell’accordo Miur-Mibact;
 spazio di mostre d’arte (antica, moderna e contemporanea) e rassegne di musica e teatro (si pensi al Quisisana Festival, che era stato uno dei Grandi Eventi della Regione Campania);
 un piccolo “Museo dell’opera” (riallestimento di alcune stanze della reggia borbonica, con arredi originali oggi conservati a Napoli e Caserta, storia del palazzo, le essenze botaniche del parco, le casine di delizie, i re che hanno soggiornato a Quisisana, la novella del Decamerone, Castellammare nel periodo borbonico).
la rete civica museale che comprenda:
 le tradizioni marinare e delle costruzioni navali, con la presenza dei più antichi cantieri navali del Mediterraneo ancora attivi (Fincantieri) e di un complesso di archeologia industriale, la Corderia militare, che può diventare la sede del Museo Navale di Castellammare di Stabia, utilizzando idonei locali non più funzionali alle attività produttive attraverso un’interlocuzione con l’Agenzia della Difesa e la Regione Campania;
 le tradizioni religiose, con una presenza paleocristiana e di arte sacra, riferibili alla diocesi di Stabiae, tra le più antiche della Campania, e un sistema di chiese e monasteri nel Centro antico e in collina (Pozzano, Madonna della Libera, San Francesco) che va organizzato – d’intesa con la Diocesi di Sorrento-Castellammare - come un sistema di offerta sulla scorta dell’esperienza positiva svolta a Napoli dai giovani della Parrocchia della Sanità che hanno dato via a una cooperativa per accogliere i turisti nelle chiese altrimenti sempre chiuse;
 le tradizioni artistiche nei campi della pittura (Giuseppe Bonito, Ettore Tito, Enrico Gaeta, Giambattista Filosa, Ciro Denza), dello spettacolo (Luigi Denza, Michele Esposito, Raffaele Viviani, Natale Montillo, Annibale Ruccello) e del Teatro dei Burattini (Museo della Compagnia degli Sbuffi), da illustrare e promuovere con appuntamenti fissi e spazi museali adeguati;
 le tradizioni enogastronomiche, con la produzione del biscotto di Castellammare, le acque termali, l’industria della pasta e la produzione vinicola (zona stabiese e Gragnano), da promuovere con eventi stabili e stimolando la messa a sistema dell’offerta della ristorazione cittadina che negli ultimi anni ha conosciuto una felice ripresa in termini di qualità e pluralità dei target di riferimento.
Mettere in rete le risorse culturali della città, promuovere le arti figurative, diffondere la pratica teatrale e musicale, valorizzare i beni archeologici e le opere d’arte, rendere le scuole protagoniste della rinascita culturale, stimolare l’associazionismo, incentivare l’imprenditoria nel settore dei beni culturali, instaurare un confronto permanente con gli intellettuali e gli artisti, progettare
un piano di comunicazione, realizzare un programma di marketing territoriale: sono questi gli obiettivi che l’Amministrazione comunale dovrebbe perseguire, nella consapevolezza che le risorse culturali e ambientali sono il vero “patrimonio nascosto” di Castellammare di Stabia, capace sia di rilanciare l’industria del turismo sia di concorrere alla riscoperta dell’identità collettiva.
A tal fine occorre:
da subito:
a) firmare la convenzione con la Soprintendenza Pompei per il trasferimento dei reperti dell’Antiquarium alla Reggia;
b) attivare un tavolo istituzionale per definire la gestione della Reggia e l’uso degli spazi;
c) stipulare un protocollo d’intesa con la Soprintendenza Pompei per la creazione del Parco archeologico di Stabiae;
a medio termine:
I. istituire un ufficio Beni Culturali comunale che unifichi competenze, faccia economia di scala, rappresenti il braccio operativo del Comune per fare progetti e poter spendere così le risorse che restano spesso inutilizzate.
II. Istituire l’OSSERVATORIO SULLA CULTURA che riunisca i soggetti attivi sul territorio, con l’obiettivo della definizione di un calendario unico degli eventi, della condivisone delle informazioni, nonché di monitoraggio delle azioni, dei progetti e degli interventi in corso sul territorio comunale. L’Osservatorio dovrà avere anche il compito di monitorare ogni anno lo stato di attuazione del Piano comunale dei beni culturali;
III. Sottoscrivere il PATTO PER LA CULTURA tra istituzioni, mondo dell’informazione, operatori privati, scuole, università, associazioni, operatori turistici per sostenere il Piano della cultura e promuovere la realizzazione delle scelte individuate dal Piano.
COGLIERE TUTTE LE OPPORTUNITÀ’.
È indispensabile, dunque, per il bene della città cogliere tutte le opportunità. Da soli e solo con il bilancio del Comune non potremmo farcela. È anche su questo terreno che la città deve compiere un salto: costruire un sistema di alleanze esterne e organizzarsi per cogliere i benefici che possono derivare dai programmi europei e nazionali, dagli investimenti dei privati.
A tal fine Castellammare di Stabia non deve perdere l’occasione del programma Pon Attrattori culturali 2014-2020, destinato esclusivamente a beneficio delle “regioni meno sviluppate” del Sud (le cosiddette Regioni in Obiettivo Convergenza) - Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia: il budget complessivo è di 490,9 milioni di euro, di cui 368,2 milioni di euro a valere sui fondi strutturali europei (FESR) e 122,7 milioni di euro di cofinanziamento nazionale. Concretamente.
I Fondi Strutturali 2014-2020 POR CAMPANIA FESR 2014 – 2020
Già abbiamo mancato troppe opportunità. I Fondi Strutturali 2014-2020 costituiscono una straordinaria occasione d’innovazione e di crescita economica.
Nell’ambito della programmazione europea e nazionale del ciclo 2014-2020 la Campania ha delineato la propria strategia regionale in tre linee di intervento, declinate a mezzo di assi finalizzati in obiettivi tematici che qui di seguito riassumo:
Campania Innovativa: mira allo sviluppo dell’innovazione con azioni di rafforzamento
del sistema pubblico/privato di ricerca e al sostegno della competitività attraverso il superamento dei fattori critici dello sviluppo imprenditoriale.
Tali linee di intervento e le relative priorità di investimento sono declinate principalmente nelle azioni dei seguenti Assi:
Asse I - Ricerca e Innovazione.
Asse II – ICT e Agenda Digitale.
Asse III – Competitività del sistema produttivo.
Campania Verde: mira al cambiamento dei sistemi energetico, agricolo, dei trasporti e delle attività marittime, oltre che ad un diverso assetto paesaggistico sia in termini di rivalutazione sia in termini di cura.
Queste linee di intervento si attuano attraverso i sottoelencati assi:
Asse 4 – Energia sostenibile.
Asse 5 – Prevenzione rischi naturali e antropici.
Asse 6 - Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.
Asse 7 – Trasporti.
Campania Solidale: mira alla costituzione di un sistema di welfare orientato all’inclusione e alla partecipazione, innalzando il livello della qualità della vita attraverso il riordino e la riorganizzazione del sistema sanitario, lo sviluppo e la promozione dei servizi alla persona, le azioni che promuovono l’occupazione, l’inclusione sociale e il livello di istruzione.
Questa linea di intervento si concretizza a mezzo dei seguenti assi:
Asse 8 – Inclusione Sociale.
Asse 9 – Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione.
La strategia urbana complessiva del PO FESR , infine, che si articola attraverso l’Asse X- Sviluppo Urbano Sostenibile, mira alla promozione dello sviluppo urbano sostenibile attraverso un approccio integrato e multisettoriale teso a rafforzare i centri urbani con maggiore pressione demografica e che rivestono un ruolo di raccordo con il resto del territorio, anche per la loro prossimità ad alcune aree più periferiche.
Risorse
L'allocazione delle risorse per il POR FESR 2014-2020 per la Regione Campania è di 4 miliardi e 113 milioni di euro, di cui più di 3 miliardi a valere sul FESR.
Queste opportunità vanno colte specie in questo scenario di contrazione di risorse finanziarie.
Appare quanto mai evidente come le iniziative che erano, del resto, già state individuate nel DOS che, è bene sottolineare ad oggi nessuno ha mai variato, integrato o modificato, possono trovare, per la loro attuazione, una copertura finanziaria in uno degli assi sopra indicati.
In sintesi la nuova programmazione Regionale, in prosieguo di quelle precedenti, continua ad offrire alle città, come Castellammare, una ulteriore opportunità di rinascita e crescita sotto vari profili, da quello della innovazione alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale attraverso la prevenzione dei rischi, dalla costituzione di un sistema di welfare innovativo alla promozione dello sviluppo urbano sostenibile.
Occorre, pertanto, riavviare quella proficua fase di lavoro impostata sul quel percorso partecipativo, sul dialogo e sul confronto, anche critico, che ha visto il coinvolgimento dei diversi attori locali per fare convergere le scelte dei diversi
soggetti ed organizzazioni, siano essi Enti Locali o Imprese, Istituzioni culturali o Associazioni di categoria, in una idea di sviluppo condivisa per il nostro territorio e attuare quei progetti comuni.
olo in questo senso sarà possibile delineare uno scenario di possibile sviluppo e proporre soluzioni e caci ed u li per l’intera comunità, che vanno perfezionate in sede attuativa con le attività concertative del partenariato.
isogna, in sintesi, anc e al ne dell’aumento della compe vità e capacità territoriale, riaffermare il concetto di una programmazione convergente delle risorse pubbliche e private, risorse finanziarie locali, nazionali e regionali-europee e l’integrazione tra le politic e di settore, nonc é delineare un sistema di azioni in puntuale risposta alla domanda di crescita localmente rilevata.
Per accelerare, inoltre, la realizzazione degli interventi si potrebbe anche valutare l’opportunità di poter stipulare, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati, la Regione e le amministrazioni competenti, e con il supporto dell’AGENZIA NAZIONALE PER L’ATTRAZIONE E LO VILUPPO D’IMPRE A S.P.A. (INVITALIA), un CONTRATTO ISITUZIONALE di SVILUPPO in attuazione del Decreto Legislativo 31 maggio 2011, n. 88 “Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell’art. 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42”, per l’utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo Coesione assegnate dal CIPE.
Tale procedura, in via di sperimentazione in Puglia con il comune di Taranto per la realizzazione di opere di risanamento e riqualificazione urbana, porterebbe l’Ente a poter accedere ad ulteriori finanziamenti per interventi di risanamento ambientale ed infrastrutturali funzionali alla coesione territoriale e a uno sviluppo equilibrato con le aree vicinorie .
Come si affronta l’annoso problema del Centro Antico?
Il Programma Strategico della Città, fondato sul tema della riqualificazione urbana e del recupero edilizio, finalizzati alla conservazione della memoria storica cittadina non può tralasciare il recupero del Centro Antico, da attuarsi mediante interventi coordinati di carattere edilizio ed ipotesi di sviluppo socio – economico, attraverso un insieme di misure in grado di salvaguardare e valorizzare l’ambiente storico, inteso come organismo vitale, laddove le relazioni tra passato, presente e futuro prendono forma e contenuto. Esso si propone di utilizzare per questa parte della città, per ottenere le risorse disponibili, l’istituto del Contratto di Valorizzazione Urbana. Con il D.L.83/2012 ed il D.M. 3 agosto 2012 le politiche per le aree urbane acquisiscono questo istituto che viene proposto dai Comuni: è l’insieme dei CVU approvati a costituire, dunque, il Piano Nazionale per le Città. A questo fine le proposte candidabili: 1. devono applicarsi ad ambiti urbani che hanno bisogno di interventi di riqualificazione e rigenerazione. Gli interventi, anche puntuali, devono però avere consistenza tale da conseguire la valorizzazione integrale degli ambiti urbani interessati. 2. devono concorrere prioritariamente a uno dei seguenti ambiti operativi del Piano: riduzione di fenomeni di tensione abitativa, di marginalizzazione e degrado sociale; miglioramento della dotazione infrastrutturale anche con riferimento al miglioramento dell’efficienza dei sistemi di trasporto urbano; l’incremento della dotazione di attrezzature pubbliche. 3. devono prevedere, con riferimento all’ambito operativo prioritario individuato, un insieme coordinato di interventi e l’integrazione dei differenti aspetti: edilizio/urbanistico, di finanziamento e del coinvolgimento dei soggetti finanziatori e delle altre parti coinvolte, di valorizzazione economica e sociale.
4. devono realizzare una quanto più diretta e immediata attivazione di risorse economiche e finanziarie attraverso la cantierabilità degli interventi proposti, la messa a valore di patrimonio immobiliare pubblico o nella disponibilità del soggetto pubblico, il coinvolgimento di operatori privati attraverso il ricorso a incentivi di tipo urbanistico, integrando e modulando quelli previsti per la ristrutturazione edilizia, il risparmio energetico, i tributi locali, ecc… .
Partendo dal Centro Antico l’obiettivo è ridisegnare la città attraverso il recupero urbano dei quartieri (dal rione S. Marco ai CMI), attuando un Piano Casa intelligente che non preveda il consumo di nuovo territorio.
Quali proposte per la Periferia Nord e Savorito?
Periferia Nord della Città, Quartiere Savorito. Programma di sostituzione edilizia e recupero dei vuoti urbani. Programma di Housing Sociale.
Per la realizzazione del Programma Costruttivo fu individuata l’area della Periferia Nord della Città - Quartiere Savorito - già segnata da un diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano e da carenze di servizi, in un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo. Alla luce di queste considerazioni trova logico collocamento, nel DOS della Città di Castellammare di Stabia, l’attuazione del Programma di housing sociale nell’ambito della Periferia Nord della Città che si configura come un modello sperimentale di riqualificazione sia sul fronte dell’urbanistica partecipata che su quello delle tecniche sperimentali ispirate ai principi del risparmio energetico, della bioarchitettura, della bioedilizia, dell’ecologia urbana, il tutto finalizzato a migliorare la qualità abitativa attraverso il perseguimento di più elevati standard di tipo ambientale.
In sintesi si riportano gli interventi che s’intendono realizzare:
 realizzazione ed adeguamento delle opere di urbanizzazione di cui la zona è assolutamente carente, anche per una crescita di insediamenti abusivi che hanno ulteriormente contribuito al deterioramento dell’intera area;
 sostituzione edilizia delle 190 unità abitative, costituenti il Complesso Edilizio di Via Savorito, e realizzazione di nuove residenze da assegnare in locazione, a canone convenzionato, da realizzarsi secondo i canoni della bioarchitettura;
 recupero di una fatiscente struttura scolastica, attualmente occupata da nuclei familiari di senza tetto, da destinare a Centro per l’Infanzia, concepito come luogo d’incontro per i bambini che intendono svolgere attività teatrali, musicali, di manipolazione, ludiche;
 ridisegno della viabilità mediante la realizzazione di percorsi pedonali protetti ed alberati e piste ciclabili;
 creazione di nuove arterie urbane con i relativi sottoservizi;
 recupero degli spazi pubblici da attrezzare con verde ed elementi di arredo che possano favorire la socializzazione all’interno dell’area;
 impianti di pubblica illuminazione;
 parcheggi.
La verifica di fattibilità economico-finanziaria del Programma degli interventi previsti per la riqualificazione del quartiere consente di dare risposte attendibili in merito al sistema degli equilibri pubblici e privati coinvolti.
Quanto alle coperture finanziarie degli interventi programmati, esse sono così composte
 risorse regionali € 13.546.736,24
 risorse private € 41.321.625,62
 risorse pubbliche (valore aree comunali) € 8.470.419,33
Totale coperture € 63.338.781,18
Allo stato per dare pratica attuazione al programma gli atti sono stati inviati alla Stazione Unica Appaltante che dovrà provvedere alla emanazione del bando per le procedure di gara per l’affidamento dei lavori. È opportuno, infine, rappresentare che in tale ambito territoriale sono altresì previsti i lavori
inerenti il programma di interventi sperimentali innovativi in ambito urbano, il cosiddetto “Contratto di Quartiere”, prevedente la realizzazione di 96 alloggi con interventi di bio-edilizia e bio-architettura e tecniche innovative per impianti energetici alternativi (fotovoltaici e pannelli solari) da destinare ad edilizia residenziale sociale per un importo complessivo di circa €.17.000.000,00 di cui € 10.000.000,00a carico del Ministero delle Infrastrutture, € 5.000.000,00 a carico della Regione e la restante quota a carico dell’Ente.
In merito va verificato se sussistono ancora le risorse economiche già impegnate all’epoca dell’approvazione del progetto o il lasso di tempo intercorso per la inoperosità delle amministrazioni succedutesi ha generato la perdita del finanziamento Regionale e Ministeriale.
Quali iniziative per affrontare il dissesto idrogeologico e recupero del mare
A Castellammare esiste una concreta emergenza ambientale. Necessita definire con la Regione i tempi e le risorse per affrontare le due principali emergenze: monte Faito e il fiume Sarno.
La valorizzazione del Faito rappresenta una grande occasione per rilanciare il Parco dei Monti Lattari, per la creazione di un marchio per i prodotti che provengono da questo territorio. Un piano di manutenzione che davvero potrebbe creare immediate opportunità di lavoro.
La seconda emergenza è rappresentata dal fiume Sarno. Va completato il piano di bonifica, introducendo le opportune correzioni, e avviata una riflessione per capire se non è forse il caso di discutere anche della possibilità di praticare soluzioni alternative: Realizzare la possibilità di adduzione controllata a mare delle acque del fiume Sarno.
Chiedere che quest’opera, che darebbe un risultato immediato alla nostra città, diventi un obiettivo prioritario da inserire nella programmazione dei fondi europei. Castellammare, la sua costa, il suo mare hanno già pagato un costo salatissimo a causa dell’inquinamento.
Superare la carenza di progettualità puntando anche sull’apporto di professionalità esterne
Il limite che frena il decollo dell’Amministrazione verso l’utilizzo dei fondi siano essi strutturali e/o nazionali e regionali è la carenza di progettualità e, quindi, l’impossibilità di tradurre in concrete opere cantierabili le idee di trasformazione urbana e di interventi puntuali di opere pubbliche e di pubblica utilità.
Le sole Professionalità interne, seppur valide, ma già impegnate nella evasione degli ordinari compiti d’istituto, non riescono a produrre, nei rigidi tempi scanditi dalle procedure europee, i progressivi livelli di progettazione tali da poter garantire l’accesso ai finanziamenti e, quindi, l’attuazione concreta delle opere e dei programmi e dei relativi finanziamenti.
Una eccessiva burocrazia, anche da parte di quegli organismi deputati a fornire pareri e permessi, costituisce un ulteriore elemento di rallentamento del già complesso ed articolato iter procedurale di accesso ai fondi che, pertanto, in più occasioni, anche per queste circostanze, vengono persi, costituendo un immaginabile danno per le economie dell’Ente.
Per superare quanto innanzi prospettato, si rende necessario preliminarmente stipulare apposite convenzioni con strutture tecniche e/o professionisti di comprovata esperienza e professionalità in grado di poter guidare, indirizzare ed accompagnare le varie fasi dei procedimenti di accesso ai finanziamenti fino alla realizzazione degli interventi.
Analogamente con quegli organismi incaricati delle verifiche e controlli delle proposte progettuali andrebbero sottoscritti specifici protocolli, nel pieno rispetto delle normative, atti a rendere più snelle le procedure anche attraverso l’esplicitazione di pareri preliminari sulla fattibilità dell’opera da attuarsi, in modo da ottimizzare risorse economiche ed umane e tempi, consentendo quindi all’Ente di indirizzare e finalizzare i propri accorgimenti verso interventi certamente attuabili, eliminando sprechi ed ancor peggio opere iniziate ed incompiute per appunto un superficiale iniziale approccio alle fasi di avvio dei procedimenti.
Riorganizzare la macchina comunale deve essere un’assoluta priorità
La struttura Comunale in generale oggi è in una evidente fase di stallo che genera nella utenza diretta e, più in generale, in tutta la cittadinanza, un senso di rassegnazione, di sfiducia nella governance pubblica facendo insorgere il convincimento di una incapacità dell’intera macchina comunale nel portare a compimento anche le fasi ordinarie dei procedimenti amministrativi.
Ma il Comune, così com’è organizzato, è in grado di sostenere lo sforzo di rilancio necessario per far ripartire Castellammare?
Occorrerebbe fare almeno tre cose:
a) ridisegnare il nuovo Comune, con i nuovi compiti a cui deve far fronte, con una forte immissione di giovani competenze. E’ possibile farlo perché nei prossimi tre anni perché andranno in pensione oltre 250 lavoratori, la metà degli attuali dipendenti. E’ una straordinaria occasione per fare un salto sul terreno della trasparenza nelle assunzioni, e per costruire il Comune del futuro.
b) attivare il Partenariato Pubblico privato che rappresenta una delle più importanti risorse – soprattutto in tempi di spending review – a disposizione della Pubblica Amministrazione per il finanziamento, la costruzione e la gestione di infrastrutture eo la fornitura di servizi d’interesse pubblico;
c) valorizzare le competenze che ci sono all’interno;
Con quali strumenti, con quali risorse?
E’ possibile farlo senza aumentare le tasse e il costo dei servizi? Certo, i continui tagli che i governi nazionali hanno operato nei confronti degli Enti locali hanno aggravato le già precarie condizioni di un Ente su cui gravano problemi complessi. Il Comune, comunque, è chiamato a fare la propria parte, a praticare pochi ma convinti cambiamenti:
1) Riorganizzando gli uffici che sono stati smantellati in questi anni. Solo così si possono recuperare in quattro-cinque anni circa 25 mln di € dalla lotta alla evasione e alla elusione e dal condono. Cinque milioni all’anno da destinare a scuola, giovani , cultura e politiche sociali.
2) Riqualificando, con un piano concreto di risparmi, la spesa attuale. Solo per il riscaldamento e la pubblica illuminazione, comprendendo uffici e scuole, spendiamo tantissimo.L’istallazione di pannelli solari ci farebbe fare davvero un salto anche in materia di politiche rivolte al risparmio energetico.
3) Valorizzando il patrimonio comunale. E’ una scelta che attiva un’importante leva per finanziare oggi lo sviluppo delle città.
Mettendo in piedi un percorso di valorizzazione del patrimonio immobiliare attraverso un lavoro interno al Comune;
Sottoscrivendo di un Protocollo d’intesa con la Cassa Depositi e Prestiti per individuare e sviluppare le diverse opzioni strategiche;
Dotando il Piano di tutte le garanzie sociali per i diversi attori, e il Consiglio comunale della centralità che merita nella valutazione delle procedure e nell’apporto di ulteriori contributi nelle diverse fasi.
4) Utilizzando, come abbiamo già detto, tutte le risorse, le occasioni che provengono direttamente dalle politiche dall’UE, oltre a quelle che passano per la programmazione regionale.
Questi punti sono strettamente intrecciati alle iniziative e alle correzioni che occorrerebbe mettere in campo per uscire dal dissesto
Una serie di prescrizioni vincolano il Comune di Castellammare di Stabia su alcuni aspetti di vitale importanza per cinque anni a partire dal 1/1/2013: dunque i futuri amministratori avranno per molti aspetti le mani legate fino a tutto il 2017!
In sintesi, il Ministero ha imposto per cinque anni l’applicazione al massimo:
delle aliquote per tutti i tributi, per l’imposta sulla pubblicità, per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, per i diritti di segreteria, delle di tariffe della tassa sui rifiuti tali da coprirne integralmente i costi di investimento e di esercizio; per i servizi a domanda individuale. L'eliminazione di tutti i servizi non indispensabili.
Tali prescrizioni, inserite nell'attuale contesto di crisi, risultano particolarmente gravose, specialmente per i cittadini che vivono in condizioni di disagio.
Le risorse necessarie ad intraprendere politiche di sviluppo possono essere reperite agendo prevalentemente sui seguenti settori:
a) la riscossione dei tributi. storicamente si attesta su percentuali modeste, e la sua ottimizzazione è assolutamente indispensabile ai fini della riduzione della quota di non riscosso;
b) l’eliminazione dei ritardi nei pagamenti di quanto stabilito nelle sentenze civili per evitare che si generino enormi masse di debiti per interessi e spese legali. Intervenire per eliminare tantissime cause civili per risarcimento di danni provocati a cose e persone, adottando una più adeguata politica di monitoraggio dei problemi e di manutenzione delle sedi stradali;
c) l'urbanistica. L'esame delle pratiche di condono edilizio è estremamente lento, e le risorse messe a disposizione dell'ente sono, di conseguenza, assai limitate. Serve un'adeguata revisione delle procedure e dell'organizzazione;
Lotta agli sprechi, un volano per la crescita di Castellammare
È arrivato il momento di tagliare le spese superflue delle macchina comunale.
Attuare una a vera e propria rivoluzione: una “rivoluzione virtuale” in tema di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
L’efficace ed efficiente gestione dovrà anche tendere alla velocizzazione degli incassi effettivi per rendere disponibili, in termini di cassa, le risorse necessarie.
In sintesi:
 Dimezzare i costi di Consiglio e Giunta,
 Eliminare i fitti passivi,
 Riaccorpare i settori di competenza dei dirigenti
 Rilanciare il Progetto AMICA per la revisione e ristrutturazione del Sistema informatico comunale,
 Dare piena attuazione alla l. 190 del novembre 2012.
 Gestire in house di tutte le attività (riscossione volontari, coattiva, etc.) e superamento di tutti i soggetti esterni come, ad esempio, Equitalia.
I fondi così risparmiati potranno essere investiti a favore di scuole,politiche sociali e giovanili, quali ad esempio:
La nascita di un’alleanza democratica
per Castellammare
Per cambiare è indispensabile partecipare ,interessarsi, scegliere.
Queste le principali sfide da mettere in campo.
Sfide da vincere attraverso la stipula di un patto generazionale, riorganizzando la macchina comunale e restituendo piena efficienza e dignità alla Politica.
Nella prossima consiliatura si dovranno compiere scelte che riguardano le prospettive e il futuro della Città, si getteranno le basi per un concreto passaggio di testimone ad una nuova generazione. Pensiamo che il prossimo Consiglio Comunale e la prossima Giunta debbano essere connaturati da una forte e marcata presenza giovanile. Anche questo fa parte della riforma della politica, tanto agognata ma mai praticata.
Eppure non è solo la questione giovanile che deve entrare nel dibattito pubblico. Il tema della costruzione delle coalizioni, ad esempio, deve essere centrale. Negli ultimi tredici anni, la nostra città ha visto tre Sindaci terminare, anticipatamente, il proprio mandato.
Questo fa di Castellamare, una delle città in cui il consiglio comunale è stato sciolto più volte, una statistica decisamente poco invidiabile, che fa sì che la città arretri paurosamente, anche rispetto alle opportunità che aveva saputo costruire nel passato. Bisogna rapidamente invertire questo trend: costruire delle coalizioni snelle, con un numero limitato di liste, in grado di garantire piena stabilità al governo cittadino.
Con le armate brancaleone si vince ma non si governa!
Questo processo di riforma non può non riguardare anche il Consiglio Comunale, luogo in cui allo stato si consumano a volte vendette, litigi, contrapposizioni sterili.
La riforma della Politica deve significare anche rimettere al centro un confronto sull’utilità pubblica dei provvedimenti da calendarizzare e discutere; significa selezionare una classe dirigente in grado di reggere il peso delle sfide che abbiamo davanti; significa garantire una maggioranza coesa, per il bene della città. Rischiamo seriamente di ripercorrere strade sbagliate.
La situazione è seria e richiede la capacità di fare uno sforzo per mettere in campo modi nuovi per costruire le candidature e le coalizioni: partiamo dai programmi, dalle soluzioni che ovviamente vanno costruiti coinvolgendo tutti i cittadini e le cittadine.
Costruire una coalizione democratica sulla base non delle vecchie sigle, ma della disponibilità a impegnarsi direttamente. La città ha bisogno di spirito critico, di non accettare soluzioni a scatola chiusa, ma anche di unirsi per intervenire e bloccare la crisi .
Una nuova coalizione non contro i partiti, ma per cambiare la politica e i partiti.
Se per cambiare è indispensabile partecipare, interessarsi, scegliere, per Castellammare è importante che tante competenze professionalità, giovani, donne, lavoratori, decidano di non lasciare ad altri il compito di candidarsi.
Il nuovo Consiglio di cui abbiamo bisogno dipenderà da questo. Da questa disponibilità.
Il voto, anche il voto, serve a mettere il primo mattone del cambiamento di cui la nostra Castellammare ha così tanto bisogno.
E allora, proviamo a scrivere insieme questo nuovo capitolo!

Salvatore Vozza

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