Vincenzo Ungaro lascia la presidenza del consiglio comunale e così Gaetano Cimmino supera lo stallo delle ultime ore. Sembra essersi definitivamente sbloccata la partita che i partiti di maggioranza stanno giocando per quanto riguarda il rimpasto di giunta. Il primo cittadino ha infatti accolto le dimissioni di Ungaro che dopo due anni e mezzo alla guida del consiglio comunale lascia la poltrona probabilmente al giovane Emanuele D'Apice, al momento capogruppo della lista Cimmino sindaco. Nei giorni scorsi si è vociferato anche di un duro scontro fra Ungaro e Cimmino ma che è stato allontanato dal primo cittadino che nella serata di ieri ha pubblicato una foto con scritto: «L’amicizia prima di tutto. Sempre uniti per il bene della città! L'amicizia è un valore, nella vita come in politica. E un gruppo forte e unito è la base su cui costruire un'amministrazione solida, che volge lo sguardo al futuro».
Adesso si attende il valzer delle nomine. Il nuovo presidente del consiglio comunale potrebbe essere Emanuele D'Apice, una staffetta già confermata da voci di corridoio. E in giunta? Cimmino sarebbe pronto ad optare per una squadra di assessori politici senza però stravolgere tutto. Al momento in uscita sembra certa Diana Carosella (Istruzione) mentre i confermati potrebbero essere Fulvio Calì (Urbanistica, che otterrebbe la fiducia della lista Cimmino sindaco), Stefania Amato (Bilancio, supportata da Forza Italia), Antonella Esposito (Politiche sociali, supportata da Solo per Castellammare). Da valutare le posizioni di Gianpaolo Scafarto (Ambiente e Sicurezza) e di Giovanni Russo (Lavori Pubblici) mentre resta da assegnare la delega alla Cultura restata in sospesa dopo la morte di Lello Radice. Cimmino dovrà accontentare la Democrazia Cristiana che da ben due anni prova a spingere in giunta il coordinatore Michele Sanzone senza successo (che aspira alle Politiche Sociali). Da valutare anche la posizione di Fratelli d'Italia.
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