I beni dovranno andare all'asta per coprire il crac da oltre 28 milioni di euro che ha portato al fallimento della partecipata.
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E' mancato ieri pomeriggio il confronto tra il curatore fallimentare della partecipata fallita Vincenzo Sica e il patron della Ego Eco srl Vittorio Ciummo. Sica, infatti, si è recato presso lo stabilimento di via Napoli per dare esecuzione ad un provvedimento del Tribunale di Torre Annunziata per "riappropriarsi" dello stabilimento di via Napoli. La curatela ha dunque stilato una lista dei beni di sua proprietà e ha dato mandato alla ditta di vigilanza di chiudere il cantiere nelle prossime ore a meno che la Ego Eco non corra ai ripari. I beni dovranno andare all'asta per coprire il crac da oltre 28 milioni di euro che ha portato al fallimento della partecipata. Il complesso è attualmente gestito dalla Ego Eco srl che avrebbe maturato un debito con la curatela per il fitto dei locali di circa 70mila euro. Il giudice è chiamato a fare ciò che è meglio per i creditori e il curatore Sica ha più volte inviato lettere di segnalazione per evitare blocchi ed altri disagi per i cittadini, cercando anche di mediare per giungere ad un nuovo accordo. Purtroppo, però, complice anche la querelle nata e risolta pochi giorni fa, Ego Eco incamerando in ritardo i canoni del Comune, è rimasta esposta ad una situazione allarmante. Nelle prossime ore si attendono nuovi sviluppi.