La città stabiese come specchio del consenso nazionale del Partito Democratico, mai così basso, mai cosi confuso, mai così diviso. Il dato dell'ultimo weekend sul tesseramento - soltanto 16 i tagliandi elargiti - rende l'idea di una rifondazione da operare nel profondo e, almeno a livello locale, la restaurazione pare ancora in alto male. Lo sa bene l'ex sindaco Antonio Pannullo, che dopo la disfatta delle Amministrative non si è ancora rituffato nella mischia per ripartire. Poca voglia di parlare, ma le sue parole sono tanto misurate quanto sincere: «Commetterei un peccato di disonestà intellettuale se dicessi che ho in mente piani certi per il mio futuro - confessa l'ex numero uno di palazzo Farnese a StabiaChannel.it -, penso sia ancora presto per discuterne». Tra una divagazione e l'altra, comunque, Pannullo conferma di essere persona assai ambiziosa e offre uno spunto da non sottovalutare sulla corsa alla poltrona da segretario locale Dem: «Sono stato primo cittadino di questa città, le pare che ora la mia massima aspirazione possa essere quello di portavoce del partito?».
Una verità acclarata, che rende comunque l'idea di come Pannullo voglia comunque puntare in alto, qualsiasi sia la strada da intraprendere un domani. Mirare in alto è anche l'obiettivo di chi il ruolo di portavoce cittadino del Pd l'ha ricoperto per ultimo, ossia Nicola Corrado. Svincolatosi dal suo vecchio ruolo, ora l'ex segretario dem sittadino appare pienamente concentrato sul compito di attivista e sostenitore della candidatura di Nicola Zingaretti in vista delle primarie nazionali del Partito Democratico previste a novembre: «Lo conosco da quando avevamo 16 anni - ci dice -, penso sia la persona giusta per ricoprire questa carica e ripartire. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche, io ora lo farò nei panni di sostenitore attivo». Corrado, per altro, è tra i principali promotori della piattaforma social zingarettisegretario.it, una sorta di social 'ad hoc' che permetterà agli utenti di scambiarsi in tempo reale opinioni e idee su come far rifiorire il partito.
Idee, già, un concetto forte sul quale il membro eletto dell'associazione nazionale dei democrat punta tantissimo: «Noi dobbiamo stimolare le idee - spiega con lucidità -, ma proprio le idee. Per anni siamo andati avanti contandoci, io dico che è arrivato il momento di cominciare a ragionare». Entrando nello fattispecie locale, il pensiero si manifesta con ancora maggiore chiarezza: «Il profilo giusto per la mia successione a Castellammare? Non saprei, dico solo che per anni questo partito si è dilaniato sui nomi, ma non sono quelli che importano. La cosa migliore, adesso più che mai, è trovare le soluzioni migliori per recuperare la fiducia dei cittadini. Una volta fatto questo il nome è sempre secondario». Parole propositive che stonano con la situazione attuale: l'elettroencefalogramma del Pd stabiese - almeno a livello di progetti a breve termine - sembra più che mai piatto.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.