Marco De Fusco
Marco de Fusco, 42 anni, avvocato, e' stato presidente del PD cittadino, sicuramente rappresenta uno dei volti nuovi e piu' credibili che il PD mette in campo in queste elezioni.
Perche' ha deciso di candidarsi?
Sono molto preoccupato, la città vive un momento di grande disorientamento, quasi di rassegnazione, il rischio vero e' un rischio di tenuta democratica, migliaia di stabiesi possono decidere di disertare l'appuntamento elettorale perché non hanno più fiducia nelle Istituzioni.
In questo clima cosa pensa si debba fare?
Bisogna alzare l'asticella del confronto, smettere di parlare di noi stessi, dei nostri litigi, molte volte delle nostre "misere" ambizioni.
Dobbiamo ricostruire un sentire collettivo di una ripartenza possibile per Castellammare.
Il senso di questa campagna elettorale deve essere questo: le Terme possono ripartire, la Fincantieri può ripartire, il Centro Storico può ripartire, il porto e gli scavi archeologici possono ripartire, possiamo ripartire.
Il Pd puo' essere ancora punto di riferimento per la citta' ?
Il Pd ha un ruolo fondamentale, nel bene e nel male, oggi e' l'unico partito organizzato in città; dispone di un gruppo dirigente ampio, diffuso sul territorio, radicato, con tanti giovani, competenze, professionalità.
Certo abbiamo alle spalle un evento traumatico come lo scioglimento del Consiglio Comunale, sicuramente dobbiamo fare i conti con quel punto di rottura perché ne siamo tutti responsabili, ma sono convinto che bisogna guardare al futuro e non al passato, mettendo da parte rancori e risentimenti e ripartire, anche il PD deve ripartire.
Insieme dobbiamo costruire un clima diverso, recuperare una civiltà del confronto ed insieme costruire il percorso migliore per Castellammare con l'aiuto di De Luca e di Renzi e spero in una logica metropolitana del prossimo Sindaco di Napoli.
Le sue priorita'?
Due priorità, sconfiggere la camorra e ripartire dal mare e dalla valorizzazione della nostra meravigliosa linea di costa per creare migliaia di opportunità di lavoro per i giovani.
Dico questo con la consapevolezza che in alcuni quartieri della città centinaia di ragazzini rischiano di incontrare la Camorra e non le Istituzioni, e' quasi una corsa contro il tempo: ripartiamo dalle scuole, teniamole aperte anche di pomeriggio, nelle scuole dobbiamo reclutare il nostro esercito, fatto di maestre e maestri, di volontari, di parroci, di associazioni, dobbiamo riportare i bambini a scuola e costruire con loro una prospettiva di futuro.