La visita a sorpresa avvenuta ieri da parte del vicepresidente della commissione bilancio della Regione Campania, Alfonso Longobardi, - come abbiamo racontato in anteprima già ieri - ha aperto uno spiraglio in merito ad una celere riapertura delle Antiche Terme, destinate a diventare l'area di svago degli stabiesi in concomitanza con la chiusura della villa comunale. L'esponente di Campania Libera ha effettuato un sopralluogo in compagnia dei tecnici del Comune di Castellammare e dei responsabili del reparto di prevenzione dell'Asl, allo scopo di verificare la possibilità di riattivare alcune attività, a partire dalla mescita delle acque medicali e curative provenienti dalle storiche 18 fonti. Il piano si articolerà in due fasi: la prima prevede l'immediata fruibilità del Parco e delle strutture presenti, la seconda, di medio o lungo periodo, determinerà il pieno utilizzo del plesso termale. Al piano terra, in accordo con l'Asl, potrebbe essere istituito un presidio di guardia medica, ipotesi già avanzata al commissario straordinario dell'Asl Na3 Antonietta Costantini. I lavori di pulizia, invece, potrebbero essere affidati alla Sma Campania, che dispone di una convenzione con il Comune, o ai lavoratori ex Avis mediante voucher. Un'idea che sembra essere stata avanzata da un dirigente comunale e che ha scatenato enormi polemiche nelle ultime ore. Gli ex termali, infatti, risulterebbero esclusi dal progetto e la loro protesta già monta attraverso i canali di informazione, in ragione del fatto che oltre cento dipendenti tra meno di un anno concluderanno il residuo Naspi e dal 2012 non percepiscono alcun sostegno di reddito. I sindacati in giornata protocolleranno una richiesta al Comune per incontrare il commissario Vaccaro, al fine di discutere in merito all'esclusione degli ex termali e valutare un piano di coinvolgimento per i vecchi dipendenti.