L'attesa sentenza prevista stamattina presso il Tribunale di Torre Annunziata in merito al procedimento giudiziario avviato dai 42 ex dipendenti delle Terme di Stabia contro la Sint per impugnare il licenziamento e chiedere il reintegro è stata rinviata in seguito alla richiesta da parte del giudice Basso di analizzare le note integrative che le parti in causa dovranno presentare entro l'8 aprile. Il giudice si è riservato ancora del tempo prima di emanare una sentenza che potrebbe scrivere una pagina nuova della giurisprudenza italiana: «Il rito Fornero è applicabile - ha affermato la dottoressa Basso -. Non era legittimo licenziare i lavoratori». I termali, difesi dall'avv. Angelo Abignente, sono apparsi cautamente ottimisti riguard ad un reintegro che, in virtù delle parole del giudice, oggi appare davvero molto vicino. Il professor Abignente ha presentato stamattina in aula le controdeduzioni circa la relazione del curatore fallimentare di Terme di Stabia che ha restituito alla Sint gli immobili ma non i lavoratori, licenziati poi nelle scorse settimane con un atto che, secondo la difesa, sconfessa l'art. 5 dello Statuto della Sint. L'avvocato della Curatela, nel frattempo, ha fatto dietrofront sulla procedura di licenziamento collettivo portata avanti dal curatore Massimo Sequino, rimettendosi al giudizio della corte in merito ai procedimenti messi in atto dalla Curatela. L'avvocato di Sint Spa, Rino Mascolo, infine, ha fatto leva sulla condizione attuale dell'azienda, che al momento non ha in corso alcuna attività né ha intenzione di svolgerne in futuro. La richiesta degli ex termali, che sin dalle prime luci dell'alba hanno presidiato il tribunale in attesa della sentenza, è quella di essere inquadrati come dipendenti della Sint, società partecipata al 100% del Comune che gestisce il patrimonio immobiliare delle ex Terme di Stabia. I 42 ex dipendenti hanno impugnato la lettera di licenziamento davanti al Tribunale del Lavoro, sostenendo che ci sia stato un trasferimento d'azienda tra Terme di Stabia e Sint, a cui è stata chiesta anche la corresponsione degli stipendi arretrati. «Il tribunale - hanno ricordato - ha nominato come curatore fallimentare Massimo Sequino, il quale ha cercato di raggiungere da subito un accordo con Sint e Comune per tutelare i livelli occupazionali. La trattativa è andata avanti per due mesi finché la Sint ha presentato la restituzione del compendio immobiliare, motivo per cui il curatore ha dovuto avviare il licenziamento dei lavoratori». Nel luglio 2015 i lavoratori hanno messo in mora la Sint chiedendo come forma di tutela il trasferimento d'azienda, poiché la convenzione del 1972 tra Sint, Comune e Terme prevedeva l'affittanza dei compendi termali, ovvero le Nuove e le Antiche Terme. «Invece - proseguono i lavoratori - la Sint ha chiesto solo il compendio immobiliare senza considerare l'azienda e la sua forza lavoro».
«E’ giunto il momento di azzerare questo management inadeguato - ha commentato Carlo Carrillo di Forza Italia - Il Commissario di Governo, dott. Vaccaro, deve quanto prima rimuovere, non solo Biagio Vanacore dall’incarico di A.U. di Sint, ma anche, e soprattutto, il dottor Ghirelli quale responsabile delle partecipate insieme al dott. Sequino dall’incarico di Curatore Fallimentare della società Terme di Stabia. Il motivo per esigere le dimissioni di questo Management inadeguato, incapace ed inerte, è da ricercarsi nel “fallimento” delle strategie difensive messe in campo nella chiamata in giudizio di Sint, oltre che dai successivi pasticci amministrativi emersi nell’udienza celebrata nella giornata di ieri presso il Tribunale di Torre Annunziata. La città ha bisogno, così come i lavoratori di Terme e la stessa azienda, di essere tutelata da professionisti all’altezza del compito, garanzia mai assicurata da questi uomini sicuramente inadeguati nell’espletamento delle funzioni del ruolo ricoperto» conclude Carrillo.