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Castellammare - Presidenza del consiglio comunale, si profila un'altra fumata nera. Ercolano intanto rinuncia all'indennità

L'opposizione sta valutando se schierare un candidato per mettere in imbarazzo la maggioranza, propensa a rinviare la nomina a dopo le elezioni politiche. E intanto potrebbero materilizzarsi tre differenti scenari.

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Bisognerà ancora attendere per conoscere il successore di Eduardo Melisse alla presidenza del consiglio comunale. In occasione dell'assise convocata per mercoledì 31 gennaio, tra i punti all'ordine del giorno rientra per legge anche l'elezione del nuovo presidente dell'assise, ma la presentazione dei convocati sarà valida soltanto entro le ore 12 di domani. Allo stato attuale, né la maggioranza né l'opposizione sono stati in grado di esprimere un candidato, ragion per cui si profila l'ennesimo rinvio dopo il primo tentativo fallito in occasione del consiglio comunale dedicato alla surroga del neo consigliere Emanuele D'Apice. L'opposizione sta valutando in queste ore se presentare un proprio candidato, mettendo in tal modo in imbarazzo una maggioranza propensa a rimandare tutto a marzo, dopo le elezioni politiche, quando potrebbero mutare gli equilibri in consiglio comunale. E così resterà in carica ancora per due mesi Salvatore Ercolano, che ha ereditato l'incarico da Melisse in quanto suo vice e che ha indirizzato una lettera al sindaco nei giorni scorsi per informarlo della sua rinuncia all'indennità di presidente, consentendo al Comune di risparmiare una discreta somma. Il consigliere in quota Area Civica sarebbe ben visto alla presidenza del consiglio da tutte le civiche anche in prospettiva futura, ma difficilmente potrà preservare quel ruolo, in quanto Area Civica già dispone di due assessori, tra cui il vicesindaco, e gli equilibri interni impongono altre soluzioni.


Non è da escludere che il ritorno di fiamma di Ciro Cascone verso la maggioranza possa tramutarsi nell'opportunità per affidargli l'incarico, ma in tal caso resta da chiarire la posizione di Tina Somma, che ha già sposato la causa del centrosinistra con Campania Libera insieme a Cascone, ma non incontra il favore dei casilliani. Resta in piedi anche l'ipotesi che il PD decida di tenere per sé la presidenza del consiglio, dato che Melisse è tuttora un esponente del gruppo consiliare dem, ma all'orizzonte si profila uno scenario ancor più intrigante per l'amministrazione comunale. Qualora, infatti, Forza Italia e PD dovessero allearsi al Governo al termine delle elezioni politiche, come tra l'altro trapela da tempo nelle stanze romane, il PD cederebbe volentieri la poltrona di presidente del consiglio comunale a Gaetano Cimmino, leader del centrodestra, che per ora resta all'opposizione con Vincenzo Ungaro ed Emanuele D'Apice, ma se dovesse ricevere altre indicazioni dal partito, potrebbe accettare l'incarico e consolidare il patto di ferro anche sul territorio. Per la gioia del sindaco, la cui poltrona sarebbe ancora più salda.


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lunedì 29 gennaio 2018 - 13:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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