L'assessore all'urbanistica prova a dare una scossa e dà l'ok al Piano Casa. Ancora 12 mesi di tempo per approvare le domande.
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Ass. Alessio D'Auria
Il 31 luglio dello scorso anno il consiglio regionale della Campania eliminò tutti i vincoli urbanistici esistenti, votando il maxi-emendamento relativo alla legge finanziaria 2014. La conseguenza di tale decreto sancì l'uscita di Castellammare dal Put, il piano urbanistico territoriale, e la conseguente attuabilità del Piano Casa. Vi è inoltre la possibilità da parte dei Comuni di autorizzare interventi volti a recuperare e riutilizzare i complessi industriali dismessi, con rilascio dei relativi permessi. Stesso discorso per le strutture produttive abbandonate. Spetta ora al comune procedere con l'emanazione delle delibere attuative e bisognerà farlo anche in fretta. Si, perchè sono stati già prorogati più volte i termini per la presentazione delle istanze di condono o di cambio di destinazione d'uso degli immobili. L'ultima proroga di due anni è stata approvata nel 2014, per cui c'è tempo fino al mese di gennaio 2016 per approvare tali istanze. Di ciò ne è consapevole l'assessore all'urbanistica Alessio D'Auria che proprio nei giorni scorsi ha inviato una relazione al dirigente dei settore, Lea Quintavalle, in cui ricorda tali vincoli temporali e suggerisce di avviare "immediatamente l'esame delle pratiche sospese presentate e l'istruttoria delle nuove pratiche che si andranno a presentare entro i termini di legge". A rallentare i lavori su questo tema è anche il fatto che da tempo le commissioni consiliari, tranne quelle delle politiche sociali, riescono a riunirsi. Tra assenze forzate o strategiche, non si riesce mai a portare a termine una seduta. Emblematica è la situazione proprio della commissione urbanistica, ormai senza presidente da mesi e le cui riunione vengono puntualmente rinviate per mancanza del numero legale.
Le zone interessate dal Piano Casa a Castellammare sono quelle della periferia nord della città. I vincoli paesaggistici, infatti, restano per la zona collinare ed il centro antico. Ma proprio per quest'ultimo il Comune sta analizzando la possibilità di applicare i cambi di destinazione d'uso ai bassi del centro antico in modo da trasformarli in piccole botteghe artigianali.
Insomma, le leggi ora ci sono. Starà alla capacità e volontà dei politici locali saperle recepire e, soprattutto, applicare nel migliore dei modi. Nell'interesse della la città e dei suoi cittadini.