Mancano pochi giorni ormai all'avvio della Naspi. Dal 1 maggio, infatti, le nuove norme che regolano i sussidi di disoccupazione diverranno operative.
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Mancano pochi giorni ormai all'avvio della Naspi. Dal 1 maggio, infatti, le nuove norme che regolano i sussidi di disoccupazione diverranno operative. Queste riguarderanno tutti i lavoratori dipendenti, non quelli a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni né gli operai agricoli. Sul piede di guerra le principali sigle sindacali che contestano soprattutto l'art. 5 della nuova legge. Questa penalizza - secondo i rappresentanti dei lavoratori - in particolar modo gli stagionali a cui verrebbe corrisposta solo la metà delle settimane di contribuzione. Penalizzai, dunque, tutti coloro che ruotano intorno alle attività turistiche, come alberghi, ristornanti, lidi balneari, settore conserviero e, per restare in tema in salsa stabiese, i termali.
Sul tema si cerca di fare chiarezza, e per questo è stato organizzato oggi dall'"osservatorio sul lavoro precario e regolare" un tavolo di confronto presso l'istituto scolastico Nino Bixio di Piano di Sorrento. "Renzi non si rende conto del danno che provocherà l'art. 5 della Naspi - ha detto Matteo Vitagliano della Cisl - Il disagio economico per gli stagionali sarà enorme. Mi auguro che Renzi lo riveda altrimenti tutti gli sforzi fatti a sostegno di chi perde il posto di lavoro saranno vani. Prima si dice che si vuole investire nel turismo e poi si adottano leggi come questa che vanno nell'esatto opposto".
Sul tema è intervenuto anche Giovanni Matrone, delegato CISL-FP della città metropolitana che ha evidenziato come la "Naspi danneggia gli stagionali, la fetta più grande di lavoratori delle nostre zone".
Sul turismo vive la penisola sorrentina dove sono tantissimi i lavoratori stagionali. Lo ricorda Salvatore Suarato, sindacalista della Fisascat-Cisl. "L'entrata in vigore della Naspi - ha detto - causerà una situazione reddituale insostenibile per migliaia di lavoratori. I sindaci della penisola sorrentina, che avvertono maggiormente questo disagio, già si sono attivati nei confronti del Governo nazionale. E' necessario che anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, faccia altrettanto, se è vero che si vuole puntare sul turismo per rilanciare la città e recuperare le migliaia di posti di lavoro persi in questi ultimi anni, sia nel settore industriale che nel termalismo".