Il PD ritorna a rubare la scena, accelerando sui tempi dell'agenda politica stabiese. All'indomani del tesseramento si è chiaramente palesato che qualcosa avrebbe rotto il silenzio tombale in cui era caduto. A rompere le righe è stato l'ex Sindaco che ha sparato clamorosamente a zero su tutti, in primis sul segretario regionale. Risultato: isolamento completo. Nessuno lo ha seguito, anzi ha avuto il merito di compattare tutte le altre anime del PD che, in un sussulto di dignità , hanno rivendicato la legittimità del tesseramento e la volontà di ripartire da esso per ricostruire un briciolo di democrazia, costituendo gli organismi dirigenti.
In questo clima avvelenato, con una mossa di pura strategia, priva di un percorso politico , sorprende la candidatura dell'avv. Ostieri alle primarie. Un fulmine a ciel sereno, dato che in città non era mai stato costituito un comitato promotore ne' tantomeno fissati i confini ed i termini della competizione. Più che una fuga in avanti, la sua appare come una fuga solitaria di chi arbitrariamente ha deciso di concorrere ad una competizione allo stato inesistente. Ma tant'è oggi ci troviamo di fronte al classico redde rationem. Il PD deve scegliere e la sua classe dirigente ancor di più. Sia il livello locale che quello regionale devono decidere, consapevoli del clima che si vive entro e fuori del PD, consapevoli che solo una scelta decisa e condivisa può lanciare il partito verso le elezioni. Altre soluzioni, primarie comprese, oggi costituiscono un banco di mediazione e soprattutto un'arma per chi vuol far saltare il banco e gettare nel fango la già vituperata immagine del PD.