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Castellammare - PD: primarie si, primarie no

Mentre il centrosinistra attende le scelte dei democratici, il resto del quadro politico locale resta ancora molto confuso.

tempo di lettura: 3 min
di Simone Rocco
12/11/2015 10:44:41
Castellammare - PD: primarie si, primarie no

Ormai la campagna elettorale è cominciata e non sotto i migliori auspici, in nessuno dei campi della politica. Il centrodestra fatica a raccogliere i cocci di una stagione di opposizione anonima vissuta, da ultimo, all'ombra dei dissidenti del centro sinistra. I nomi in campo per la leadership, gli stessi, quelli di sempre. Pentangelo che vive sempre in simbiosi politica con Cesaro e sembra non abbia mai attecchito sul territorio. Cimmino, il vero aspirante alla poltrona di Sindaco, enfant prodighe nella ricerca del consenso. Ed infine De Angelis, ripetutamente alle prese con il desiderio di un posto al sole della politica ma eternamente sconfitto all'ultimo chilometro della sua corsa. Poco di nuovo sotto il sole, direbbe qualcuno. Come poco di nuovo si respira negli ambienti centristi con la rinnovata aspirazione dell'evergreen principe del foro, Salvatore Vitiello, uomo di grande personalità e dialettica ma che sconta un gap ineluttabile. Fuori dalle stanze decisionali, lontano dai rapporti politici che contano, estraneo dalla filiera istituzionale che rappresenta un elemento imprescindibile per chi voglia fare il Sindaco. Ormai non nascosta è anche la aspirazione di Luigi Greco che, da battitore libero, sta cercando di ingrossare le fila della sua alleanza, coprendo quello che un tempo era definito l'intero arco costituzionale. Marginali allo stato sembrano le velleitarie, tali possono definirsi, aspirazioni di Alfano e Coppola. Quanto al campo più variegato, nel centro sinistra fiocca la messe di candidati. L'uscente Cuomo, il sempre in pista Corrado e la new entry Pannullo. Cui vanno ad aggiungersi l'alter ego del Sindaco Auricchio e l'outsider Nello Cuomo. Un ventaglio di nomi ancora acerbi per un aspetto che li accomuna tutti: la debolezza politica del PD. Uscito con le ossa rotte dalla consiliatura, il PD ad oggi non ha ancora scelto su quale cavallo puntare. Le primarie allo stato non sembrano una scelta utile, atteso che è andato smarrito il senso di comunità tra le varie anime. Solo un diktat dall'alto può dirimere la querelle, nella oggettiva consapevolezza che la scelta filo Cuomo condannerebbe irrimediabilmente il PD ad un dorato isolamento, mentre una scelta di innovazione farebbe rientrare il partito in pole position per la leadership in città. E da ieri c'è un dato in più, la discesa del mostro sacro Salvatore Vozza, che nella ipotesi il PD scegliesse la soluzione filo Cuomo, riuscirebbe a costruire una compagine trasversale di matrice civica in grado anche di arrivare al ballottaggio, mentre nel caso della cosiddetta scelta innovativa si troverebbe a cedere il passo al PD. Una lettura semplicistica che, però, nasconde un fondo di verità. Ed infine i 5 Stelle mediaticamente in ascesa ma ancora un punto interrogativo in termini di consenso reale. Privi di una classe dirigente, apparsi spesso in dissidio tra loro, appaiono ancora poco maturi per un’ipotesi di governo. Per dirla tutta a Castellammare non si vede il Pizzarotti di turno capace di aggregare la società civile sensibile ma spesso dormiente che ha fatto la fortuna del movimento.
Allo stato il quadro sembra stagnante e ripiegato tutto su se stesso, piccole schermaglie , strategie di poco cabotaggio, il tempo passa inesorabile, giugno appare lontano ma in realtà non lo è tanto per chi voglia e debba costruire non solo una alleanza politica bensì un programma fattibile, condivisibile, percepibile ai più.

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