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Castellammare - PD, il futuro del circolo stabiese legato a quello provinciale

Per ora è solo una dura lotta tra guelfi e ghibellini.

tempo di lettura: 4 min
di Simone Rocco
25/10/2015 17:24:34
Castellammare - PD, il futuro del circolo stabiese legato a quello provinciale

È oggettivo e quanto mai vero, oggi più di ieri: la partita nel PD si gioca in un campo più grande che quello cittadino. Come è naturale che sia, anche la vicenda Napoli si innesca sulla città di Castellammare. Se la governance napoletana del partito deciderà di lasciare nelle mani di Carpentieri la gestione delle amministrative a Napoli, sarà naturale anche in città avere una leadership legata agli uomini di Topo. Qualora fosse defenestrato Carpentieri, avrebbe la meglio tutto il fronte anti-Cuomo. Questa riduzione semplicistica del quadro all'interno del PD e' tanto vera quanto complessa. Ad oggi,  l'unico dato certo nel PD e' che il vero sconfitto sia uno, Venanzio Carpentieri. Venuto in città con l'autorevolezza del suo ruolo di segretario provinciale, si è rivelato esclusivamente il ventriloquo del suo capo-corrente, Lello Topo. Leggendo i nomi della galassia di Topo si comprende come tra loro non vi sia un terreno comune di condivisione, si parte dal figliol prodigo Nicola Cuomo dopo tanti anni tornato alla sua corte, per arrivare alla ex vice-Sindaco Auricchio salita alle cronache della politica più per il suo carattere spigoloso che per le sua effettiva incidenza nei problemi della città, passando per i vari Migliardi, Dello Ioio e Melisse a cui negli ultimi giorni si è aggiunto una new entry, quel Nastelli, salito alle cronache all'epoca dell'omicidio Tommasino.

Di contro, gli anti Cuomo sperano nella defenestrazione di Carpentieri-commissario per avere campo libero nella gestione del partito e nella scelta di uomini e donne da impegnare nell'agone elettorale e soprattutto dell'uomo da scegliere quale guida del PD e dei suoi alleati. Qui, all'asse Iovino-Corrado, si è aggiunto il gruppo di LabDem, degli ex consiglieri Gargiulo, Pannullo e Russo e di Elefante primo dei non eletti nella scaduta consilatura. Da sempre spina nel fianco dell'ex Sindaco, sono loro i titolari della intuizione del #voltarepagina, rivelatasi felice visto la prematura dipartita della consiliatura.

Quanto a Iovino, al netto del pregiudizio con il quale è abituato a convivere, l'ex capogruppo, forte sempre del suo sodalizio con Rosanna Esposito e Giusy Amato, si sente forte della sua appartenenza al PD vincente sul piano nazionale e regionale ma soprattutto dalla indubbia e riconosciuta capacità di aver, in questa e nella passata consiliatura, denunciato il malaffare in barba al  diffuso malcostume di restare attaccato alla poltrona.

Quanto a Corrado, cui fa riferimento la galassia di Rifare l'Italia dei consiglieri Francesco Russo e Rodolfo Ostrifate, oggi lo si vede meno attento alle dinamiche cittadine e più a quelle metropolitane. L'uomo politico di giovane età, benché di lungo corso,  e ' ben consapevole che dopo essere stato consigliere con Polito, capogruppo con la Salvato, vice-Sindaco con Vozza ed assessore di Cuomo, difficilmente potrebbe rappresentare un vento di novità in città.

Alla finestra,  in questa battaglia senza esclusione di colpi, ci sono i cosiddetti cespugli come Area Riformista di Aitra e della Mormone che cercano di tessere la tela dell'unità quanto mai fittizia; Sinistra e cambiamento del redivivo Nello Cuomo che cerca con il suo fare certosino di acquisire consensi dentro e fuori il PD; Sinistra democratica di Turcio e Iannone sempre in cerca di spazio e visibilità.

Un quadro variegato e complesso dove, sebbene le alchimie della politica abbiano trovato sempre anche soluzioni insperate, non sembra vi siano condizioni e margini per ritrovare un terreno comune di appartenenza. Il senso di comunità e' completamente saltato. Guelfi e ghibellini apparirebbero delle educande rispetto alle fazioni in campo. Una scelta e' ineludibile! Scegliere significa anche restituire al PD la agibilità politica di mettersi a capo della coalizione e cominciare un lavoro politico programmatico che gli potrebbe valere, ancora una volta,  la leadership in città. In fondo e ' sempre l'unico partito vero in città, l'unico a poter spendere la filiera di governo che, poi, resta anche l'ultima ancora di salvezza per questa città. Altro non c'è!!! Altro, purtroppo, sono solo cartelli elettorali che si consumerebbero alla primi crisi familistica che fisiologicamente si manifesta in ogni consiliatura. Questa città ha bisogno della politica, questa città ha bisogno del governo, questa città ha bisogno di essere l'interfaccia del potere per salvare se stessa, le sue realtà produttive ed il tuo tessuto economico e commerciale.

 

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