Lo straordinario consenso che il popolo stabiese ha riservato nei confronti della coalizione di centrosinistra ha letteralmente spazzato via le nubi che aleggiavano sul Pd in seguito alla fine anticipata dell'esperienza amministrativa di Nicola Cuomo e alle incomprensioni che hanno preceduto la nomina di Antonio Pannullo quale aspirante primo cittadino stabiese dei democratici. Il ballottaggio che fra dieci giorni vedrà confrontarsi Pannullo e Cimmino, infatti, rischia di essere poco più che una formalità in virtù degli intrecci che si sono inevitabilmente creati in seguito all'esito delle urne al primo turno delle elezioni amministrative. Il centrosinistra, intanto, può far leva su una maggioranza schiacciante e sulla base solida del 41% delle preferenze, circa il 15% in più rispetto allo sfidante. La chiave di volta al ballottaggio, tuttavia, sarà rappresentata dagli esclusi, Vozza e Amato, i cui sostenitori saranno costretti ad effettuare una scelta alternativa, fungendo da ago della bilancia in occasione delle votazioni che il 19 giugno determineranno il nome del prossimo sindaco di Castellammare di Stabia. Sia Vozza che Amato, in realtà, hanno già fatto sapere a più riprese che non stringeranno accordi né alleanze e che non hanno alcuna intenzione di fornire indicazioni di voto agli stabiesi, ma le varianti relative alla conformazione del prossimo consiglio comunale meritano alcune importanti considerazioni. Lo scarso bacino di voti portato in dote dai candidati delle liste di centrodestra rischia infatti di assumere in prospettiva una valenza catastrofica per la coalizione guidata da Gaetano Cimmino. Il leader della coalizione #perCastellammare Salvatore Vozza, non a caso, avrà due rappresentanti a Palazzo Farnese in caso di vittoria di Pannullo sia nel caso in cui dovesse prevalere Cimmino, ma la matrice prevalentemente di sinistra dell'elettorato vicino a Vozza potrebbe far tendere l'ago della bilancia verso il Pd piuttosto che nella direzione degli alleati di Forza Italia. Ancora più marcata è la discrepanza in merito al Movimento 5 Stelle. Amato, coerente ai principi dell'attivismo grillino, ha invitato i suoi sostenitori a consegnare scheda bianca senza esprimere alcuna preferenza per nessuno dei due sfidanti, ma un dato evidente salta agli occhi. La storica prima volta del Movimento 5 Stelle a Palazzo Farnese potrebbe assumere contorni molto meno eclatanti in caso di vittoria al ballottaggio di Cimmino, dato che in tal caso l'opposizione sarebbe dominata dalla rappresentanza di centrosinistra con la sola eccezione di Vozza, di Zingone e dello stesso Amato, unico componente pentastellato in un consiglio gremito nuovamente dai due schieramenti che nel recente passato hanno dominato la scena a Castellammare. Ben diverso sarebbe lo scenario se Pannullo dovesse indossare la fascia di sindaco. Il metodo D'Hondt, infatti, giungerebbe in soccorso dei grillini, i quali potrebbero avere ben due rappresentanti in consiglio comunale, espandendo ampiamente il proprio peso all'interno della vita politica stabiese e tallonando persino Cimmino, fermo in questo caso a cinque consiglieri contro i due di Vozza. Un'opposizione variegata, insomma, in cui il Movimento 5 Stelle rischia di assumere un ruolo determinante. E qualche sostenitore del Movimento potrebbe aver già deciso a chi assegnare la propria preferenza...