Ormai il quadro è delineato, il tempo lo scandisce Napoli, sia intesa come città in attesa del risultato delle primarie che come luogo fisico della decisione. All'indomani della scelta del competior democratico alle elezioni di giugno, a caduta anche gli altri comuni, Castellammare compresa, avranno il loro candidato. Certo, si scegliera' il candidato del PD ma probabilmente tale sarà anche il candidato del centro sinistra, allargato alle liste civiche moderate. In fondo tutto lascia trasparire che si ricompatterà il fronte anti Cuomo, gli uomini e le donne che hanno mandato a casa l'ex sindaco si compattano e fanno alleanza in vista delle amministrative. Ci sembra un dato logico ma soprattutto un dato che fa riacquistare un senso alla politica che fino ad oggi ha dato un pessimo spettacolo. Ci sarà il PD con i quattro consiglieri in testa che hanno sfiduciato Cuomo, Sel con la sua dirigenza da sempre fiera oppositrice dell'ex Sindaco e IDV con Di Nardo ormai sodale del governatore De Luca. Ad affiancarli una serie di liste civiche moderate che fanno riferimento ad espressioni di governo come Gioacchinno Alfano e Pasquale Sommese, quell'area di governo cui dovrebbe aspirare il candidato sindaco dell'alleanza. In realtà sarà proprio l'area di governo a dichiarare nome e cognome del candidato sindaco e sarà una investitura che sancirà la scommessa di Renzi e De Luca sul territorio. Quanto ai nomi, la ricerca nella società civile allo stato non è stata premiata e, probabilmente, ci sarà il ricorso alla politica ed ad un nome del territorio legato alla politica, stabiese, profondo conoscitore della realtà. Chi sarà non è dato ancora saperlo. Certamente non si ricorrerà a qualche parvenue della politica che ha cercato il suo momento di gloria negli ultimi tempi ma esperienza, competenza e visibilità politica suggeriranno il nome ai vertici regionali del PD. E Cuomo? Di certo la sua ultima uscita pubblica non è stata gradita ai vertici del PD e lo sconfitto di questi ultimi due anni certamente giocherà a rompere gli schemi ma soprattutto a "scassare" la vasta alleanza che porterebbe dritto a Palazzo Farnese il candidato del PD.
Resterebbero i 5 stelle o meglio quello che ne resta, visti i continui dissapori che sui social si susseguono. In fondo la montagna ha partorito un topolino. Dopo lo sfacelo del centro destra prima e di Cuomo poi avrebbero dovuto avere la strada spianata per conquistare, sul solco del trend nazionale , un posto in prima fila nel panorama politico cittadino. Ed invece, si ripresentano con lo stesso candidato di tre anni fa, poco carismatico ed incapace in questi anni di acquisire una leadership sul territorio che andasse oltre l'enclave del meetup di appartenenza, con una classe dirigente anonima, un programma poco intellegibile viste anche le dispute su alcuni temi principali come Terme di Stabia. Purtroppo, poca cosa al cospetto dell'autostrada politica che si era aperta loro per negligenze altrui. La città aspetta dormiente, silenziosa e poca appassionata tutte queste decisioni. Si animera' in prossimità delle elezioni? Forse. Il distacco ad oggi dalla politica e' ancora enorme e questa sarà la sfida più ardua dei candidati Sindaco, colmare questo gap tra politica e cittadini e ritrovare un rapporto, ad oggi, fortemente deteriorato.