"Da un uomo delle istituzioni mi sarei aspettato una disamina precisa sulle scelte amministrative e politiche compiute dall’ attuale Amministrazione. Al contrario, ha preferito percorrere la più facile strada dell’ offesa immotivata".
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Sono sempre stato un devoto credente della locuzione ciceroniana “ historia magistra vitae ”, motivo per cui ritenevo di poter apprendere delle preziose nozioni, in termini di scelte politiche e capacità amministrativa, dalle parole di un ex sindaco e veterano della prima repubblica come il comm. Flavio Di Martino, recentemente intervenuto sull’attuale vicenda politica . Con il rispetto dovuto, non posso far altro che constatare, con amarezza, le insipide affermazioni che sono state ingiustamente rivolte al mio partito ed a tutta la maggioranza. Da un uomo delle istituzioni mi sarei aspettato quantomeno una disamina, puntuale e precisa, sulle scelte amministrative e politiche compiute dall’ attuale Amministrazione. Al contrario, ha preferito percorrere la più facile strada dell’ offesa immotivata, agitando lo spauracchio del “bene comune” e millantando bramosie di potere ed interessi personali, quasi fosse un “grillino”. Evidentemente era di questo che si occupavano i grandi politici della prima repubblica, spazzati via dalla catartica “Tangentopoli”.
Supponevo di poter apprendere delle riflessioni importanti su temi emblematici e di notevole interesse per i cittadini, come ad esempio: il futuro delle Terme, i lavori della programmazione Più Europa, il problema delle disoccupazione, la stato economico- finanziario dell’ Ente, la questione dell’ igiene urbana e della sicurezza. Viceversa, l’ ex sindaco Di Martino, si è limitato a richiamare, con le sue parole poetiche e al contempo apoftegmatiche, un presunto “ vortice risucchia-imprese” che starebbe attaccando voracemente la città, guardandosi bene dal toccare gli argomenti di cui mi auspicavo parlasse.Perfino “la questione giovanile” è stata tirata in ballo, al fine di giustificare la doverosità di nuove elezioni.
Personalmente, ritengo che gli attori della “ prima ” e della “ seconda” repubblica abbiano già fatto abbastanza per i giovani di oggi.
La mia generazione è stata derubata, a sua insaputa, del proprio futuro, in particolar modo da colori i quali professavano di crearlo, turlupinando migliaia di cittadini senza nemmeno pagarne il prezzo, illudendoli di false speranze e curando al tempo stesso, gli interessi dei propri figli e nipoti, attraverso le più raffinate tecniche di nepotismo e clientelismo. Socrate ci ha insegnato che “ Saggio è colui che sa di non sapere” ed io non mi azzardo minimamente ad ergermi quale massimo esperto di cose che molti uomini mediocri ritengono di conoscere perfettamente, ciò nonostante, avrei molto piacere a confrontarmi con chiunque crede di avere in tasca la soluzione ai problemi della città ed oggi biasima chi, in questi due anni, con coraggio ed onestà, vive la propria esperienza amministrativa barricato in trincea, facendo i conti quotidianamente con le catastrofi amministrative ereditate dal passato, nel tentativo di porvi rimedio e migliorare il contesto sociale, economico e produttivo della nostra città, senza sprechi di denaro pubblico, clientelismo e favoritismi di ogni genere e tipo, a differenza degli amministratori del passato, più o meno recente.
Michele Migliardi
Capogruppo PD