Parentele scomode e voto inquinato, il Ministero degli Interni valuta lo scioglimento del consiglio comunale. E’ quanto emerge dopo la seduta in Parlamento di questa mattina dove è stata discussa l’interrogazione di Gennaro Migliore del Partito Democratico. Dopo l’inchiesta Olimpo dello scorso dicembre, che ha scoperchiato il sistema delle estorsioni nel territorio stabiese e i rapporti fra camorra e politica, è alta l’attenzione delle forze dell’ordine e magistratura su Palazzo Farnese.
Ma Migliore, nel suo intervento di quest’oggi, è andato oltre. Ha posto l’attenzione sui consiglieri di Castellammare, eletti nel giugno del 2018. In particolare, alcuni di loro avrebbero parentele scomode con i boss dei clan della città delle acque coinvolti nell’inchiesta del dicembre scorso. Non cita nessuno in particolare ma lascia intendere che il voto della scorsa estate possa essere stato inquinato. L’esponente del Pd va oltre e parla di un parente di un altro membro del consiglio comunale «risultato essere il prestanome di una delle schede che ha utilizzato il clan per comunicare. Alcuni funzionari comunali sono anche coinvolti con le cosche così da ottenere lavori e favori». La dichiarazione arrivata quest’oggi in Parlamento durante la relazione di Migliore che ha ricordato anche le denunce fatte dall’ex sindaco Antonio Pannullo in Commissione Antimafia.
A confermare l’interesse del Ministero degli Interni sul caso di Castellammare è il sottosegretario Luigi Gaetti che ha spiegato: «A seguire il caso stabiese è il Prefetto di Napoli. Siamo a lavoro per verificare se ci siano i presupposti per l’invio di una commissione d’accesso a Castellammare. La città arriva da una fase commissariale ordinaria e ora con i magistrati valuteremo il da farsi».
L’attenzione su Castellammare è quindi alta. Le parentele pericolose sono al vaglio delle forze dell’ordine che stanno analizzando anche le denunce fatte durante la campagna elettorale da Andrea Di Martino, candidato sindaco al ballottaggio. Quest’ultimo sarebbe stato avvicinato pochi giorni prima del voto da alcuni membri della famiglia Imparato nel quartiere Savorito che gli avrebbero vietato di svolgere il comizio programmato. L’obiettivo è quello di capire se i consiglieri ai quali si riferisce l'esponente del Pd abbiano realmente avuto favori dai clan stabiesi. L’interrogazione di Migliore, discussa oggi, arriva a pochi giorni di distanza da quella di Carmen Di Lauro del Movimento 5 Stelle. La risposta del sottosegretario Montelmi conferma un dato importante: la città di Castellammare potrebbe rischiare lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica.
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