«Sono contento che il commissario, nella delibera legata alla vicenda terme, individui nell'area delle Antiche Terme il parco delle acque». Lo afferma l'ex consigliere comunale e segretario regionale di Sinistra Italiana, Tonino Scala, che sull'argomento precisa. «Onde evitare di fare sempre i soliti buchi nell'acqua, bisogna partire da un atto che andrebbe fatto: riaprire i termini della legge 8/2008. La priorità, in questa strana storia di dimenticanze, dev’essere l’adesione alla norma sul “Parco Urbano delle Acque. L'ultima amministrazione che provò ad aderire a quella legge fu quella di Salvatore Vozza che approvò la delibera di giunta poi si andò al voto e scientemente nessuno c'è più ritornato. Quella legge la scrissi io più di quindici anni fa, figurarsi se posso essere contrario, ma per raggiungere l’obiettivo».
Quindi la proposta. «Oggi più che mai faccio appello al Commissario, bisogna chiedere alla Regione di riaprire i termini per la presentazione delle domande. Sono anni che lo dico, ma in questa città nessuno sente. La legge a cui faccio riferimento è la n.8 del 29 luglio 2008 – Disciplina, ricerca e utilizzazione delle acque minerali e termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente – e l’emendamento d’interesse, approvato dal consiglio regionale, consta di due articoli. Il primo recita: “La Regione Campania promuove l’istituzione di Parchi delle acque minerali con finalità di tutela ambientale e paesistica, con particolare riferimento alla tutela e promozione delle acque. Tali parchi saranno gestiti secondo le forme associative previste dal Tuel 267/2000 e successive modifiche, ricadendo ogni onere in capo ai soggetti associati”. Il secondo articolo recita: “Risultano costituiti i Parchi per i quali gli enti locali esprimono o confermano la loro volontà associativa entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge”. Castellammare merita l’istituzione del Parco sulla base della sua caratteristica conformazione idrogeologica che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. La fascia di territorio individuata è colloca tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton.Si tratta dell’intera area meridionale stabiese di elevata valenza storica che necessita di una riqualificazione sociale ed ambientale, che passerà soprattutto attraverso la riqualificazione del suo patrimonio sorgentizio. Mi auguro sia la volta buona. Anche se una cosa me la sento di dire, ma non sarebbe stato più utile aprire su questa discussione che riguarda il futuro di Castellammare un dibattito con la città?» conclude Scala.
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