La risposta più dura alle accuse dell'ormai ex primo cittadino di Castellammare, Antonio Pannullo, arriva direttamente da Daniele Pesenti, vicesindaco fino a ieri sera. L'esponente di Area Civica, intervenuto quest'oggi durante la conferenza stampa organizzata dai consiglieri di maggioranza che hanno sfiduciato Pannullo, ha spiegato: «Il sindaco e la legalità sono su due poli opposti, ci sono atti borderline che testimoniano come il sindaco non sia baluardo della legalità. Partiamo dalla delibera sul personale, firmata da me. In mezz'ora, durante una riunione in giunta, ha guardato il telefonino mentre si discuteva tra me e Rubino. Si parlava dell'assunzione di un disabile psichico che prevedeva commissione esterna con medici esperti. Come se non bastasse, con me assessore al personale, il sindaco ha portato due nulla osta di trasferimenti di responsabile ufficio legale e agente di polizia. Questo atto causerà un danno erariale per l'ente. Lui era l'unico che poteva rappresentare il Comune in Cassazione e Consiglio di Stato, pagando invece laute parcelle ad avvocati di tasca propria». «Il 9 gennaio - continua - sono state modificate le deleghe dei dirigenti. La Minucci aveva fatto un eccellente lavoro al personale ma la delega viene attribuita a Miranda senza un valido motivo. Pare che la Minucci sia inibita dal coprire politiche sociali. Inoltre, visto che il sindaco si riempie la bocca parlando di legalità, c'è un consigliere dem che ha dato calci alla scrivania del dirigente per dire che comandava lui. Bisognava prendere seri e forti provvedimenti ma così non è stato. Pannullo mette in ballo la camorra quando non ha nulla da dire». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Casimiro Donnarumma: « In pochi mesi abbiamo fatto di tutto. Ci abbiamo messo la faccia per Pannullo, vedi Stabia in Progress. Ho portato i voti, credevo che il rispetto e l'amicizia fossero valori da coltivare. Pensavo fossimo una squadra ma i miei grandi sacrifici non sono serviti a nulla. Ho sofferto in silenzio in questi giorni, non mi sono mai fatto influenzare dalle mie idee. Sono stato deluso dalla conduzione dell'amministrazione e dal sindaco che conosco da 30 anni. Non ho ricevuto una sola telefonata da Pannullo tanto che ho appreso la revoca dell'incarico dai giornali. Il sindaco non era libero, sono di più le cose che non ha fatto. Avevo creduto in lui e sono stato tradito. E' paradossale: ha spostato la sede da Corso Vittorio a Piazza Giovanni XXIII. E questo è inaccettabile. Ieri sera ha convocato una riunione di maggioranza per parlare della campagna elettorale: ma cosa c'entra con la città?».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.