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Castellammare - Pannullo senza rivali al primo turno, Cimmino rispetta le attese. Sale Amato, Vozza non sfonda

In vista del ballottaggio del 19 giugno, sarà determinante l'apporto del 33% degli elettori che ha espresso la preferenza per Amato, Vozza o Comentale, ma Pannullo appare nettamente favorito su Cimmino. Il grande sconfitto? Nicola Cuomo.

tempo di lettura: 4 min
di Mauro De Riso
07/06/2016 00:13:07
Castellammare - Pannullo senza rivali al primo turno, Cimmino rispetta le attese. Sale Amato, Vozza non sfonda

Occorrerà attendere ancora due settimane per l'elezione del futuro sindaco di Castellammare, ma il primo turno delle amministrative ha già emesso sentenze importanti. Il ballottaggio del 19 giugno tra Antonio Pannullo e Gaetano Cimmino, infatti, esclude dalla contesa Vincenzo Amato e soprattutto Salvatore Vozza, costretti ad assistere a distanza al confronto tra i leader delle due coalizioni di riferimento. Ben più attesa l'uscita di scena di Gennaro Comentale, rimasto ampiamente ai margini della contesa. Il vincitore indiscusso di questa tornata elettorale è sicuramente il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, Antonio Pannullo, il quale ha ottenuto il 41,14% delle preferenze (14778 voti), una maggioranza schiacciante che testimonia la grande consistenza e solidità di una coalizione in cui a fare la voce grossa è il Pd, confermato dagli elettori quale partito di maggioranza a Castellammare con il 17,05% dei voti. Anche le altre quattro liste civiche, in ogni modo, hanno contribuito in maniera decisiva alla schiacciante vittoria di Pannullo, in particolar modo Progetto Stabia, sorprendentemente all'8,29% con circa 500 preferenze in più rispetto a Stabia Libera (6,99%), Stabia Popolare (6,95%) e Stabia in Progress (6,20%). Il risultato eclatante del centrosinistra, tuttavia, non è bastato ad eludere l'appendice del ballottaggio contro Gaetano Cimmino, il quale ha fatto leva sulla maggiore quantità di candidati nelle sue liste per strappare un 26,04% (9355 voti) che non può certo costituire un riscontro soddisfacente in ragione dell'enorme divario scavato dal suo sfidante Antonio Pannullo. Cimmino non si è avvalso dell'apporto del suo partito di riferimento, Forza Italia, rimasto al palo con appena il 6,79% delle preferenze e uno scarto davvero minimo rispetto alle civiche Stabia in Strada (5,45%) e Stabia Ora (5,24%). Discreto il riscontro di Castellammare Insieme (3,77%), Uniti per Stabia (3,74%) e Alba Stabiese (2,34%), mentre la civica Stabiesi PIU è stata la peggiore dell'intero lotto con appena lo 0,29% dei consensi. Cimmino è stato isolato dai vertici nazionali e regionali e a supporto della sua candidatura è giunta in città soltanto l'europarlamentare Barbara Matera, ma ha tenuto alta la bandiera del centrodestra, crollato nei consensi in gran parte dell'Italia. La vera sorpresa delle amministrative è rappresentata indubbiamente da Vincenzo Amato, che col 16,40% delle preferenze (5890 voti) ha riscattato di gran lunga il riscontro deludente del 2013 ed ora, in caso di vittoria di Pannullo al ballottaggio, rischia persino di avere tre rappresentanti in consiglio comunale. Il voto di opinione al Movimento 5 Stelle ha prodotto, inoltre, l'11,79% dei consensi, ponendo il simbolo dei pentastellati al secondo posto tra le 17 liste presenti alle elezioni, alle spalle soltanto del Pd. Il grande sconfitto è pertanto Salvatore Vozza, col suo 15,23% (5470 voti) che lo pone nettamente al di sotto anche rispetto ai grillini, su cui è stato veicolato il “voto di protesta” degli stabiesi. Vozza, con appena tre civiche, è riuscito comunque a far breccia nell'elettorato e la sua #perCastellammare con il 7,17% delle preferenze ha scavalcato persino Forza Italia. Bene anche Castellammare in Comune (5,00%), mentre Costruiamo Insieme (1,92%) non si è distinta in termini di preferenze. Davvero opaca, invece, la prima esperienza politica a Castellammare di Rivoluzione Cristiana, rimasta ampiamente ai margini della contesa con l'1,01% delle preferenze, a fronte dell'1,19% (429 voti) del suo candidato sindaco Gennaro Comentale. L'affluenza alle urne è stata del 69,79% (36969 votanti su 54533 elettori), il 7,35% in meno rispetto alle precedenti amministrative, in occasione delle quali tuttavia le votazioni furono distribuite su due giorni. I voti validi sul totale delle 65 sezioni sono stati 35922, di cui 762 ai soli premier. Ad essi vanno aggiunte 137 schede bianche, 909 schede nulle e una scheda contestata. In attesa di conoscere l'esito del ballottaggio, un dato appare ormai chiaro. L'exploit di Pannullo segna anche la sconfitta definitiva di Nicola Cuomo, la cui decisione di escludersi dalla contesa non ha minimamente intaccato la supremazia del Pd, che ha persino ampliato il divario rispetto agli avversari chiedendo scusa agli elettori per la fine anticipata della precedente gestione amministrativa. Amato e Vozza, intanto, hanno già annunciato che non accetteranno apparentamenti né alleanze, ma appare alquanto agevole intuire dove confluiranno i loro voti. La matrice sinistrorsa di Vozza è collaudata nel corso degli anni, mentre, nel caso di Amato, il metodo D'Hondt favorisce ancora una volta Pannullo. In caso di vittoria di quest'ultimo al ballottaggio, infatti, il Movimento 5 Stelle avrebbe tre rappresentanti in consiglio comunale, ridotti a uno qualora dovesse prevalere Cimmino, la cui elezione a sindaco rappresenterebbe a questo punto una sorpresa davvero eclatante in ragione dei riscontri emersi nel corso di questa lunga notte.

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