Al termine di una serie di incontri e consultazioni con le varie forze politiche che compongono la maggioranza, il sindaco Antonio Pannullo ha sciolto le riserve ed ha annunciato la squadra di governo cittadino a cui è affidato l'arduo compito di contribuire alla rinascita di una città che da tempo sembra aver smarrito la sua identità. Quattro uomini e tre donne vanno a comporre una giunta a cui Pannullo ha chiesto una presenza costante sul territorio per far fronte ai problemi che affliggono Castellammare. «La mia squadra è un mix di professionalità e competenza - ha spiegato il sindaco -. Essa contiene al suo interno sia i tecnici che si sono prestati a questo ruolo che figure politiche di riferimento. Sono certo che questa sinergia fra tecnici e politici costituirà un valore aggiunto e garantirà una proficua collaborazione nelle decisioni più importanti per la città. Agli assessori ho chiesto un impegno a tempo pieno e tutti hanno accettato questa sfida. Mi fregio, inoltre, del merito di aver annunciato la squadra con ampio anticipo rispetto ai miei predecessori, dato che nessuno prima d'ora aveva impiegato soltanto quindici giorni per definire la composizione della giunta. Il primo consiglio comunale non avverrà prima della proclamazione formale degli eletti che si terrà il 19 luglio, ma noi siamo in anticipo sui tempi tecnici e già potremo impostare le prime discussioni sui provvedimenti da varare per il rilancio di Castellammare».
Il compromesso politico messo in atto per accontentare le varie forze politiche ha prodotto alcune vittime illustri. La composizione della giunta ha fatto storcere il naso agli esclusi, in particolare all'area riformista del Pd e alla civica Stabia in Progress, che non disporranno di alcun rappresentante tra gli assessori. «Non ho escluso nessuno - ha replicato Pannullo -. Ho costruito la mia squadra di governo, il che è ben diverso dal centellinare le posizioni di ognuno nella giunta. Ho tenuto conto delle varie componenti della maggioranza ma ho deciso di non ripercorrere la prassi di assegnare un assessore a chiunque portasse in dote due consiglieri. Si tratta di un metodo vecchio e arcaico che risulterebbe irriverente nei confronti dei cittadini». Sarà anche così, ma il meccanismo adottato per la designazione degli assessori, in fondo, non pare così differente rispetto al passato. Ogni corrente politica della maggioranza ha fornito la propria indicazione e al sindaco è spettato l'arduo compito di mettere in ordine i tasselli di un puzzle con troppi pezzi per coprire soltanto sette caselle.